Proprio non si capisce perché M. Night Shyamalan (del quale abbiamo apprezzato molti dei suoi precedenti film, da Il sesto senso fino a Lady in the Water) sia potuto incappare in un errore così macroscopico. L’ultimo dominatore dell’aria è tratto da una serie animata americana, realizzata con una tecnica simile a quella del maestro Miyazaki: segno deciso, colori brillanti, linee pulite, grande spazio al disegno per creare gli effetti speciali (si tratta pur sempre di persone in grado di dominare i quattro elementi primordiali). Il film di Shyamalan, un 2D su cui è stato innestato in post produzione il 3D, è quanto di peggio si possa vedere: buio, impastato, con una tridimensionalità che si nota a malapena e del tutto inutile, con effetti speciali di scarsa qualità. Stiamo parlando di gente in grado di dominare aria, acqua, terra e fuoco, e tutto quello cui si assiste è qualche piroetta che si conclude con uno sbuffo, qualche sasso che vola e nuvole di polvere. Che poi è tutto quanto sanno fare i personaggi, di avere una personalità non se ne parla nemmeno: qualche frase fatta, qualche espressione di sgomento, e poi ancora avanti a rotear le braccia. Anche la scena clou del film, il tentativo di conquista della città dei dominatori dell’acqua da parte dei dominatori del fuoco (un’evidente citazione da Il Signore degli Anelli), si riduce ai soliti soldati che cadono dai tetti, e le maestose navi che dovrebbero eruttare fuoco e fiamme, se ne stanno immobili in mare (così di certo non si vince un assedio).

In definitiva, il film è noioso, visivamente brutto, mal recitato e non si capisce a che target miri: per i bambini è pesante, e per chiunque abbia più di otto anni è francamente insopportabile. Nonostante la storia sia solo all’inizio, è facile prevedere che (come nel caso dell’analogo e orribile La bussola d’oro) non ci sarà alcun sequel. Possiamo tornare tranquillamente a guardare i cartoni animati.

Beppe Musicco