Lo stravagante mondo di Greenberg

Lo stravagante mondo di Greenberg

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Noah Greenberg da New York torna a Los Angeles dov'è cresciuto e dove sono rimasti molti dei suoi (ex) amici.

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Florence Marr è l’assistente personale di Philip Greenberg, un pezzo grosso con villa sulle colline di Hollywood, che sta facendo i bagagli per una vacanza in Vietnam. Partito Philip, arriverà suo fratello Roger, (recentemente uscito da una clinica psichiatrica) col compito di dare un’occhiata alla casa e al cane di famiglia, Mahler. A Florence il compito di trasferire le sue capacità organizzative e la sua cortesia su Roger che, tra l’altro, si rifiuta di guidare (e a Los Angeles la cosa può creare non poche difficoltà). Ben Stiller interpreta il ruolo di Roger Greenberg facendo in modo che il pubblico provi fin dalle prime immagini un’istintiva antipatia per lui (e possiamo immaginare la fatica di un commediante come Stiller per rendersi così odioso): Greenberg è un ex musicista rock fallito riconvertitosi in falegname, dopo aver mandato a gambe all’aria la band alla vigilia di un contratto che avrebbe potuto renderli ricchi e famosi. È insopportabile, tronfio, ansioso, incapace di ironia e di umorismo, lo si vede subito anche dal taglio di capelli, che sembra fermo agli anni ’90, lungo e cespuglioso nei punti sbagliati. I suoi correnti progetti, come spiega tediosamente a Florence sono “di non fare niente”, a parte iniziare a costruire una cuccia per Mahler e scrivere sarcastiche lettere di protesta alle compagnie aeree, alle caffetterie e al sindaco di New York, dove di solito vive. La sua frustrazione si trasferisce anche sul depresso amico ed ex componente della band Ivan (Rhys Ifans) e su Florence, con la quale Greenberg vorrebbe anche iniziare una relazione, ma in maniera talmente goffa e scostante da renderlo ancora più insopportabile. E potremmo andare avanti a lungo a descrivere le altre mosse di Greenberg, ognuna delle quali sembra peggiorare ulteriormente la situazione. Tanto il regista Noah Baumbach (Il calamaro e la balena) rende deprimente il protagonista, tanto fa risaltare la personalità dei comprimari: Florence è una ragazza gentile, ricca di tatto e sensibilità, ma incapace di vederne i limiti, tanto da concedersi agli uomini più come gesto di cortesia che per sentimento (un atteggiamento che mantiene anche quando scopre di essere incinta di un suo ex e decide di abortire). Ivan è una persona che sta cercando di ricostruire la sua famiglia e la sua autostima con dignità e lavoro e, nonostante il comportamento indisponente di Greenberg, è l’unico dei suoi ex amici che ancora lo frequenta. Forse tutti abbiamo incontrato un egocentrico come Greenberg nella vita, o forse lo siamo stati, sembra voler insinuare il regista, forse per metterci alla prova. Alla fine del film, si esce dalla sala con un senso di liberazione.,Beppe Musicco

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