Liberami

Liberami

- in AL CINEMA, CONTROVERSO, FILM
914
0

Un gruppo di persone possedute, seguite da padre Cataldo, esorcista di lunga esperienza. Ma è davvero possessione o disagio psichico?

Download PDF

In Sicilia padre Cataldo è tra gli esorcisti più esperti e più richiesti. Da lui vanno persone semplici ma non “fanatiche”, che cercano la guarigione o la normalità per persone care, che alternano stati di follia a entrate e uscite continue da forme di possessione. La documentarista Federica Di Giacomo osserva alcuni malati che, tra i tanti, seguono messe di “liberazione” e incontri di padre Cataldo, senza pregiudizi di partenza (anche se è intuibile uno sguardo laico).

Il religioso, anziano vicino agli ottant’anni dal carattere combattivo e instancabile, e le persone che vanno da lui si fanno filmare senza problemi in maniera diretta; senza interviste, insomma, ma agendo e parlando come se la macchina da presa non ci fosse (e nessuno, a differenza dei reality, sembra esserne condizionato). Ne derivano alcune sequenze fortissime, con persone stravolte mentre urlano, insultano, aggrediscono, provocano e sputano su chi gli sta intorno, e altre dove il rischio di rendere macchiette persone semplici è dietro l’angolo. Le pratiche esorcistiche vengono rappresentate con grande naturalezza, come se fossero servizi medici forniti a pazienti (direttamente o anche al telefono), ma questo rischia di banalizzare l’argomento, molto delicato, e a non far emergere le domande di fondo che pure la regista si pone in presentazioni e interviste: fino a dove ognuno di noi, credente o meno, è disposto ad arrivare purché qualcuno riconosca il nostro male? Cosa siamo disposti a fare per essere liberati qui ed ora? Per l’autrice, «i contrasti tra antico e contemporaneo, religioso e profano, risultano a tratti inquietanti a tratti esilaranti: un film non sulla religione ma su come la religione può essere vissuta». Ma soprattutto c’è una mancanza di senso, cui risponde soprattutto la Chiesa e uomini come padre Cataldo, sempre disponibili per chi li cerca.

Il sacerdote siciliano, caratterizzato da bonomia ma anche intransigenza, affronta gli indemoniati con certezza incrollabile; e sottolinea spesso a malati e genitori che «tutto parte dalla mancanza di fede», che apre spiragli al Demonio. Un nemico che però può essere combattuto e scacciato, pur tra mille prove: e fanno molta impressione queste persone “invasate” che improvvisamente tornano tranquille e ragionano quasi con calma su quanto combinano durante la “possessione”: «Forse Dio sta mettendo alla prova la sua fede», afferma una donna.

Pur con rispetto verso la materia, il film lascia una certa insoddisfazione, come di fronte a una parzialità: se apparentemente l’intenzione è di capire e mostrare un fenomeno particolarissimo e quasi estremo, rimane più di un dubbio sull’esito – pur premiato: il film ha vinto a Venezia 2016 il premio come miglior film della sezione Orizzonti – di un lavoro che sembra più sensazionalistico che approfondito, che mostra un meridione tra fede e superstizione (un uomo teme che la figlia sia vittima della “fattura” di alcune donne che lui respinse in passato), con uscite che possono sembrare infelici (il sacerdote che allude a una nuova storia d’amore di una donna dopo la morte del marito), e con una contestualizzazione su un’unica vicenda, quella di padre Cataldo e i suoi fedeli, che rende aneddotico il tema. Perché alla fine si potrebbe ridurre tutto a una figura di sacerdote buono ma un po’ stravagante e a un contesto non troppo acculturato. Magari mostrare storie diverse, anche prese da altre zone d’Italia, avrebbe reso più ampio il quadro e più facile formarsi un giudizio più preciso sull’argomento. Anche se anche al laicista più acceso un dubbio rimane, perché quelle persone possedute non sembrano affatto recitare: sarebbero, altrimenti, degne di un ruolo in un remake contemporaneo dell’Esorcista.

Antonio Autieri

About the author

Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *