L’altra donna del Re

L’altra donna del Re

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Non c’era solo Anna Bolena, ma anche la sorella Mary, a scaldare il cuore (e il letto…) del re Enrico VIII. Che si ritroveranno nemiche per amore,

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Nel film di Justin Chadwick, definito da molti il prequel di “Elizabeth” (dall’unione tra il re e Anna Bolena nacque appunto al futura, terribile regina d’Inghilterra), ci sono tutti gli elementi dei vecchi film in costume di una volta: passioni, intrighi, tradimenti, sofferenze. Con l’aggiornamento inevitabile ai nostri tempi moderni, ovvero una spruzzata di sesso trasgressivo (c’è anche l’ipotesi, rientrata ma lo stesso fatale, di un incesto fraterno) e battute spregiudicate tra i protagonisti, pur mantenendo un eloquio arcaizzante. Il risultato è un film che si lascia vedere, ma in cui il sospetto che scada a “polpettone” fa capolino spesso nella mente.,I fatti storici, a grandi linee, sono quelli noti a chi conosce per sommi capi le vicende inglesi di quegli anni: il re Enrico VIII è sempre più freddo con la moglie Caterina di Aragona che non riesce a dargli il figlio maschio che dovrà essere suo erede. Quando gli presentano la giovane Anna Boleyn (ovvero Bolena) se ne incapriccia, poi la respinge per il suo carattere – e intanto si innamora della sorella Mary, parte poco conosciuta e romanzata della storia – salvo riprenderla e sposarla anni dopo, alla fine di una serie di intrighi che lo portano a scacciare la moglie e addirittura a rompere con il Papa, che non vuole concedergli l’annullamento del matrimonio. Da cui la nascita della Chiesa Anglicana, con a capo proprio il re. Sfortuna per Anna che anche lei non riesca a dare al re che una figlia femmina (Elizabeth, appunto): il che, sommato alla sospettosità del re per i suoi intrighi e scelleratezze (l’incesto presunto), la porteranno sul patibolo; anche perché il re in realtà si è già invaghito di un’altra donna (la terza di sei mogli).,A parte l’interpretazione di Natalie Portman nei panni di Anna Boleyn, che batte nettamente ai punti la “sorella” Scarlet Johansson, non ci sono grandi notazioni di merito per questo film che scorre prevedibile e ridondante, con tanto di parente infingardo che gestisce le nipoti – insieme al debole padre – per l’ascesa sociale della famiglia e non esiterà poi a negare l’aiuto ad Anna quando sarà in disgrazia (ma pagherà anche lui il fio della sua colpa…). Il re Eric Bana è solo professionale, più di una serie di comprimari non sono all’altezza di un film così ambizioso. L’impressione è che si sia cercato di puntare al pubblico dei giovani proponendo una versione modernizzata di fatti storici. Il sospetto è che questo film non sia né carne né pesce: comunque troppo poco interessante per i giovani (non basta un po’ di sesso, di fughe e di scenate…), troppo poco rigoroso per gli adulti.,Antonio Autieri

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