La prima vacanza non si scorda mai

La prima vacanza non si scorda mai

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Due trentenni si conoscono grazie a un’app di incontri, si piacciono e decidono di passare le vacanze insieme. Mossa molto azzardata.

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I trentenni parigini Ben e Marion passano una serata insieme dopo essersi trovati online su Tinder. Fin dal primo momento si sentono attratti (anche fisicamente) l’uno dall’altra, nonostante abbiano caratteri e abitudini diversissime. Lui diplomato in una scuola commerciale, posato, romantico abitudinario, un po’ ipocondriaco; lei artista, anticonvenzionale (i francesi li definiscono bobo, “borghesi-bohemien”), aperta a ogni tipo di incontro e novità. Decidono di andare in vacanza insieme: lui per evadere dalle solite tre settimane a Biarritz con mamma, fratello e relativa famiglia, lei per cambiare compagnia, rinunciando a un viaggio a Beirut. Con grande stupore di parenti e amici, decidono che la vacanza si svolgerà a metà tra le due originarie località, per cui saltano su un volo per la Bulgaria, destinazione le locali spiagge del Mar Nero. Naturalmente da subito il loro affiatamento verrà messo a durissima prova: camere sgangherate, luoghi ben lontani dagli standard occidentali, promiscuità igienico-sanitarie assortite. Anche gli incontri sembrano confermare tutti i peggiori luoghi comuni sugli abitanti dell’Est e i non europei. Quando approdano in un mega hotel dotato di tutti i confort, la coppia scoppia, e ognuno riprende il suo trantran cittadino. Ma quando Ben in una libreria si vede rappresentato in un libretto di disegni di Marion, che ha a tema proprio la loro vacanza, deciderà di cercarla nuovamente.

La prima vacanza non si scorda mai, esordio registico di Patrick Cassir, è pieno di trovate comiche (anche se alcune decisamente per un pubblico adulto); i due protagonisti Jonathan Cohen e Camille Chamoux (che è anche co-sceneggiatrice) riescono a rendere credibili (anche somaticamente) i personaggi, con le loro idiosincrasie (l’ossessione per le comodità dell’uno, il tono saccente dell’altra), ma anche coi loro slanci romantici. Capita così che le descrizioni biografiche rafforzino l’identificazione (molti si ritroveranno nelle reazioni alle vacanze di massa o, per altro verso, alle vacanze-avventura-a-tutti-i-costi) e vengano trascinati verso risate spontanee, grazie anche a uno sguardo, sarcastico ma benevolo, sui pregiudizi e le abitudini che simili situazioni fanno riemergere.  E una simpatica citazione de Il sorpasso di Dino Risi con Gassman e Trintignant lo farà apprezzare ai cultori della commedia all’italiana (come gli autori stessi si definiscono).

Beppe Musicco

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