La torre nera

La torre nera

- in AL CINEMA, FILM, MEDIOCRE
901
Commenti disabilitati su La torre nera

Un pistolero appartenente a un altro mondo, un ragazzino tormentato da inquietanti visioni: le loro vite sono destinate a incrociarsi per contrastare forze oscure che minacciano le sorti dell’universo.

Download PDF

New York. I sogni del giovane Jake sono popolati di strane immagini: un mondo desertico, un pistolero solitario che combatte con un uomo vestito di nero, creature mostruose che si fingono esseri umani, un’altissima torre nera. La madre e il patrigno di Jake lo credono pazzo, ma lui è convinto che i suoi sogni non siano solo una fantasia. Presto il ragazzo inizia a scorgere segnali che confermano i suoi sospetti… Alla ricerca della verità, scopre un portale che lo catapulta nel “Medio-mondo”, il mondo parallelo da lui sognato tante volte, a metà tra il set di un film western e uno scenario post-apocalittico. È qui che si imbatte nel pistolero Roland: insieme, i due cercheranno di raggiungere la Torre Nera, una costruzione su cui si fonda l’equilibrio dell’universo, per difenderla dagli intenti distruttivi di un potente stregone conosciuto come “L’uomo in nero”.

Della trasposizione cinematografica de La Torre Nera, popolare serie di libri di Stephen King, si iniziò a parlare nel 2010. In sette anni di lavorazioni, tra innumerevoli ritardi, blocchi, cambi di cast e tagli alla sceneggiatura, si può dire che la pellicola sia diventata vittima di quello che nel gergo hollywoodiano è chiamato development hell, “l’inferno dello sviluppo” che molti copioni subiscono, spesso senza mai vedere la luce. Il progetto è passato per tante mani, per finire in definitiva in quelle del semisconosciuto danese Nikolaj Arcel (regia) e dell’ormai veterano Akiva Goldsman (sceneggiatura e produzione).
La produzione sofferta ha dunque portato all’approdo del film nei cinema, ma ha anche contribuito ad
alimentare una certa diffidenza da parte dei fedelissimi di King. In particolare, aleggia sul film una “domanda da un milione di dollari”: può una complicata saga di otto libri essere condensata in una pellicola di un’ora e mezza? Gli appassionati della saga si mettano da subito il cuore in pace, ritroveranno ben poco del genio di Stephen King, dell’universo che ruota attorno alla Torre Nera, tanto meno del viaggio esistenziale che racconta. D’altronde, data la complessità del materiale di partenza (che poco si presta alla trasposizione sul grande schermo), questo era abbastanza prevedibile.
Purtroppo, in aggiunta alle difficoltà iniziali, la sceneggiatura risente in maniera piuttosto evidente della discontinuità della produzione. Se la storia principale procede in modo chiaro e senza grandi intoppi, i modesti tentativi di conferire spessore ai personaggi principali sono schiacciati dall’intento probabilmente più forte di “tenere insieme tutti i pezzi”. Così avviene che il personaggio di Jake, qui messo al centro della scena (diversamente dai libri), si conforma al cliché di un qualunque ragazzino di un film d’avventura, e le storyline che lo riguardano da vicino (la tematica del padre, la solitudine, il suo dono) affrontate con la superficialità di un blockbuster. Inoltre, due pezzi da novanta come Idris Elba e Matthew McConaughey sono schierati per dar volto e voce a personaggi che sulla carta sono forse tra i più interessanti mai scritti (rispettivamente, Roland Deschain e L’Uomo in Nero/Walter O’Dip/Randall Flagg), ma sullo schermo diventano macchiette decontestualizzate che si esprimono a slogan.
Limitato da una sceneggiatura non brillante, anche il regista Arcel si dimostra non all’altezza di un progetto così ambizioso, e brucia diverse scene clou d’azione/horror con scelte poco ragionate. È ancora presto per stabilire se La Torre Nera al cinema avrà successo o no; quello che si sa è che è già prevista la realizzazione di una serie HBO a seguito del film. Sicuramente le tempistiche seriali sarebbero più adatte alla trasposizione della mastodontica saga. Sarà la volta buona? Chissà.

Maria Triberti

About the author