La scuola è finita

La scuola è finita

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Alex, sotto l'effetto della droga, si getta dal terrazzo della scuola, ma si salva. Gli unici che sembrano interessati alla sua vita sono due insegnanti.

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La prima reazione, alla vista dell’immaginario istituto superiore “Pestalozzi”, dove il film è ambientato, è la stessa del titolo di un libello di Giovanni Papini: “Chiudiamo le scuole”. Com’è possibile la crescita di un essere umano, tra muri scrostati e sporcati da brutti murales, banchi pieni di scritte oscene, porte sfondate con buchi che ci passa una testa, finestre anguste da scantinato, che danno su cortili che paiono discariche? Che voglia può esserci di imparare, in un luogo tanto squallido e devastato? Non è meglio il materiale umano che lo frequenta: la maggioranza degli studenti sembra interessarsi solo alle droghe, ma gli stessi insegnanti non dimostrano alcun interesse al loro lavoro o ai ragazzi che hanno di fronte. Unica eccezione, una coppia di docenti, un tempo sposati e ora in procinto di separarsi definitivamente. Tutt’e due devono fare i conti col tentativo di suicidio di Alex, un loro studente che si è buttato dal terrazzo sotto l’effetto di qualche pastiglia, ma si è miracolosamente salvato. Alex vive con la madre e il suo convivente, da cui è a malapena tollerato, sogna di ricongiungersi al padre emigrato in Australia e l’unica cosa che fa volentieri è suonare la chitarra. ,Il film di Valerio Jalongo vorrebbe probabilmente focalizzarsi sulle aspettative dei giovani e l’inadeguatezza del modello di scuola proposto, ma purtroppo non si capisce che cosa potrebbe essere positivo per le vite di questi ragazzi, disperatamente bisognose di senso. Quale adulto, quale tipo di umanità potrebbe risvegliare desiderio e passione in loro? Alex, nella sua confusione, nell’uso di droghe, nel tentativo di suicidio, cerca disperatamente una madre più presente, la compagnia del padre, una casa dove non si senta estraneo. Ma le risposte degli adulti sono tutte inadeguate (come quella dei genitori), ambigue (la professoressa, interpretata da Valeria Golino) se non addirittura criminali (il professore che partecipa all’occupazione e si droga con gli studenti). La scuola è finita potrebbe essere un film drammatico ma sincero, che fa emergere veramente la domanda inespressa o senza risposta di tanti giovani. Invece, nel voler essere ammiccante, suona finto, come le interpretazioni poco credibili degli attori che devono interpretare gli adulti, i luoghi comuni sugli studenti o le tante incongruenze della storia. ,Beppe Musicco,

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