La famiglia Addams

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Cosa succede se una donna, conduttrice di un reality di arredamento, vuole restaurare il castello diroccato della famiglia Addams?

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Sgradevoli, controcorrente e devoti rigorosamente ai colori viola e nero. La famiglia Addams in versione animazione per la regia di Greg Tiernan e Conrad Vernon, dopo essere stato presentato nella sezione indipendente Alice nella città alla Festa di Roma, esplode in tutta la sua essenza irriverente e divertente, e continua a stupire e ammaliare bambini e grandi anche se sono trascorsi più di 90 anni dalla prima versione creata proprio da Charles Addams.

Lo spunto è il matrimonio di Morticia e Gomez che, ripudiati dai “normali” cittadini come mostri che infestano il loro territorio, sono costretti a fuggire per avere una propria dimora. E quella che trovano è a loro misura: un ex manicomio, un “quasi” castello in cima alla montagna, dove a condurli c’è Lurch (vi ricordate il maggiordomo creato a immagine e somiglianza del Mostro di Frankenstein?) e ad attenderli c’è un bagno incantato che urla di andare via. E così gli anni passano, i bambini crescono, la primogenita Mercoledì è sempre più teenager senza mai un sorriso sulle labbra, e il piccolo Pugsley è sempre più scatenato con i suoi esplosivi e la sua poca voglia di imparare la tradizionale Mazurka della spada. E poi un altro nemico è alle porte: una donna dai capelli biondi e fin troppo voluminosi, Margaux Needler, che controlla la nuova città che sta facendo costruire e arredare per il suo reality televisivo. Dalla finestra di una casa del nuovo quartiere dalle tonalità rosa e dalla spazzatura inesistente, infatti, il castello degli Addams è troppo nero e troppo inquietante e occorre renderlo uguale a tutti gli altri.

In questo film di animazione pieno di sfumature per adulti (dalla bruttezza del New Jersey al disagio delle feste) e di dettagli divertenti per i bambini (la mano ovvero “the thing” in inglese, Lurch che semina polvere invece di pulire, il cugino Itt solo capelli, etc.) gli autori fanno un passo in avanti nel rendere contemporaneo e gradevole per tutti i membri della famiglia un evergreen della televisione.

Convenzionali e non convenzionali, uguali e diversi, non omologati e non attraenti i membri della famiglia Addams costituiscono nel panorama cinematografico una favola nera accattivante, dove il sorriso e la risata non sono mai indeboliti dalla loro devozione alla bruttezza (vedi il fratello di Gomez, lo zio Fester grasso e per niente attraente) e dal loro gusto dell’orrido. Certo, alcune soluzioni narrative per spingere sul finale sono a volte troppo azzardate (evitiamo gli spoiler ma chi vedrà il film sarà un po’ stupito dalla coppia che si formerà nel finale), ma in fondo La famiglia Addams non stanca mai nei suoi personaggi, nelle sue battute e anche nelle nuove trovate come la canzone “Haunted Heart” cantata da Christina Aguilera.

Emanuela Genovese