La casa sul mare

La casa sul mare

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Tre fratelli si ritrovano per assistere il padre malato. Le loro vite saranno scombinate dall’arrivo di tre piccoli rifugiati

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Nei pressi di una piccola baia vicino a Marsiglia si trova la villa di proprietà di un anziano. Intorno all’uomo, colpito da un grave ictus e senza speranze di guarigione, sono riuniti i tre figli: Angela (un’attrice che vive a Parigi), Joseph (arrivato insieme alla giovane fidanzata, che ha la metà dei suoi anni e che però vuole lasciarlo) e Armand (l’unico che è rimasto a Marsiglia per prendersi cura degli affari del piccolo ristorante di famiglia). Per i tre è arrivato il momento di fare i conti con gli ideali (e il ristorante) ereditati dal padre. Ma l’arrivo di un gruppo di persone in barca sconvolgerà i loro pensieri…

Il grande regista francese Robert Guédiguian ambienta La casa sul mare in una calanca vicino alla sua amata e contraddittoria Marsiglia. I protagonisti sono appunto tre fratelli, molto lontani tra loro per vita e scelte fatte, che hanno l’occasione di ritrovarsi al capezzale del padre. Un’occasione per fare il punto sulle loro vite, sui loro rapporti, per riflettere su un passato che non c’è più – rimpianto con nostalgia – né dal punto di vista sociale (il piccolo borgo in cui si ritrovano prima pulsante di vita, ora è semi abbandonato) né politico. Tutto sembra quindi affievolirsi in una sorta di inevitabile declino. Però, accade qualcosa che cambia profondamente le vite dei tre fratelli: l’arrivo su una barca di tre piccoli profughi, guarda caso due fratelli e una sorella, che i tre protagonisti decidono di nascondere e di tenere con loro per farli crescere proprio lì, dove anche Angela, Joseph e Armand sono cresciuti; e dove ci sono ricordi belli ma anche tragici che si portano con loro.

Guédiguian ci dice quindi che sono ancora gli ultimi – non gli operai e i lavoratori, come in molti suoi film, ma in questo caso i migranti – a poterci dare una speranza. Molto bravi i tre protagonisti, Ariane Ascaride (che è anche la moglie del regista), Jean-Pierre Darroussin e Gerard Méylan: presenze quasi fisse di molti film del regista marsigliese, tanto che per far vedere loro tre da ragazzi, Guédiguian ripesca uno spezzone di un suo vecchio film (Ki lo sa?); una scena che non sa di autocitazione ma di una familiarità affettuosa dei tre con il loro autore. La casa sul mare è un film come sempre stimolante ma che è lontano dai capolavori del regista quali Marius e Jeanette e Le nevi del Kilimangiaro. Alcune cose sono state dette meglio altrove: un po’ di senso di ripetizione grava infatti sull’intera vicenda, come pure certe vicende parallele (i due coniugi vicini di casa, la liaison del medico con la fidanzata di Joseph, il giovane pescatore infatuato di Angela) che non si innestano bene nella storia principale. Ma è un’opera a tratti toccante e che comunque ispira simpatia, non solo per la bravura degli attori ma anche per la brillantezza dei dialoghi. Presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2017.

Aldo Artosin

 

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