Il secondo Leone d’oro alla carriera della 76ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dopo quello a Pedro Almodóvar, è stato consegnato lunedì 2 settembre a Julie Andrews, 83 anni, amatissima star di Mary Poppins (1964) e Tutti insieme appassionatamente (1965), ma non solo. Julie Andrews è stata poi protagonista di un incontro seguitissimo aperto al pubblico: durante la masterclass tenutasi il giorno seguente al Lido, molti hanno ricordato il suo ruolo in Victor Victoria (1982), diretto da suo marito Blake Edwards: con il regista ha formato un lungo e prolifico sodalizio creativo, che ha dato vita a pellicole ironiche e provocatorie, rovesciando talvolta in una satira proprio l’immagine iconica legata ai primi successi della diva.

Julie Andrews ha ricevuto Il Leone d’oro alla carriera e ha tenuto una seguitissima masterclass a Venezia

La Andrews si afferma inizialmente a Broadway grazie al suo talento nella recitazione e nel canto, e lì viene notata da Walt Disney, che le propone di persona la parte di Mary Poppins. Nonostante venga scartata per il ruolo di protagonista nell’adattamento cinematografico di My Fair Lady, da lei già interpretato a teatro ma poi affidato ad Audrey Hepburn, la pellicola disneyana la porta rapidamente al successo. La fama, però, non la destabilizza: complici i buoni consigli del suo agente e la determinazione ad imparare anche dai propri fallimenti, spiega l’attrice.

Nel suo discorso di accettazione del premio, la Andrews si rivolge specialmente ai giovani artisti, spronandoli ad essere sempre curiosi, a studiare tutto e a lavorare sodo, «facendo i compiti a casa», perché non si può mai sapere quando un’occasione busserà alla propria porta.

Attrice poliedrica, ha sempre rivolto una grande attenzione allo studio dei suoi personaggi: dall’osservazione dei dettagli nel costume di Mary Poppins, capaci di rivelarle piccoli segreti sulla vita interiore della tata, all’esercizio fisico e mentale richiesto per Victor Victoria, dove si cala contemporaneamente nei panni di un uomo e di una donna.

Alla masterclass ha ricordato divertita le sue avventure e disavventure sui set, come la potenza dell’elicottero per le riprese nella scena di apertura di Tutti insieme appassionatamente, capace di mandarla faccia a terra più volte. Ne Il sipario strappato (1966) di Alfred Hitchcock è stato necessario, invece, ricorrere a un ventilatore nascosto per impedire che Paul Newman e l’attrice soffrissero il caldo, in una scena che li vedeva a letto, sotto strati di coperte, a tentare di ripararsi dal freddo. Ma «questa è cinematografia, gente», conclude l’artista: magica tata in Mary Poppins, Julie Andrews ha passione anche nel raccontare e nel capire come avviene la magia del cinema, la stessa che ha dato vita alle sue memorabili interpretazioni.

Roberta Breda