Joe

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La vita di Joe Ranson, ex detenuto che sta cercando di ricostruirsi una vita, ha una svolta quando conosce Gary Jones, un ragazzino pieno di problemi di cui diventa il protettore…

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Gary Jones cerca un lavoro per tirare su qualche soldo per la sua famiglia (il padre, vagabondo violento e beone, sa solo spenderli per gettarsi nell’oblio dell’alcool, madre e sorellina sono vittime inermi della sua violenza), ma soprattutto cerca qualcuno che gli insegni come vivere. Un “vero” padre in cui trovare un confronto e una guida, non qualcuno che riversi su di lui responsabilità da adulto e lo sfrutti. Joe Ranson è un uomo diviso tra la voglia di rifarsi una vita e aiutare gli altri (dirige una squadra di poveracci che hanno l’incarico di uccidere con il veleno le piante destinate a essere abbattute), e scoppi improvvisi di una violenza non troppo sopita che continua a metterlo nei guai. Vive con un cane da combattimento che sembra l’essere più prezioso al mondo e non sa nemmeno più cosa sta cercando, ma si trova quasi per caso ad aiutare quel ragazzino troppo responsabile e volonteroso…,Il film di David Gordon Green è una di quelle storie di perdenti che non si arrendono tipiche di certo cinema indipendente americano e, pur indulgendo talvolta al gigioneggiare del suo protagonista Nicholas Cage, riesce a essere un’interessante parabola su un rapporto di paternità putativa contraddittorio eppure prezioso. La storia si svolge sullo sfondo di una provincia americana piena di povertà, perdizione e violenza, dove regnano i maltrattamenti familiari a cui ci ha ormai abituato tanto cinema da festival e nella cui rappresentazione Gordon Green non si tira indietro (si adombra, ad un certo punto, anche la possibilità che la sorellina di Joe venga venduta dal padre a due malintenzionati). ,Qui come protagonista, accanto a Nicolas Cage, troviamo Ty Sheridan (premiato a Venezia come attore emergente), lo straordinario ragazzino già visto in The Tree of Life e accanto a Matthew McConaughey in Mud, storia per certi versi simile a questa. In entrambe, infatti, il rapporto di paternità cercato, quasi preteso, da un adolescente nei confronti di un adulto recalcitrante diventa la chiave di un percorso di redenzione potenzialmente tragico ma in definitiva positivo. E in entrambi i casi, fortunatamente, gli autori si prendono il tempo anche per definire l’atmosfera di un mondo di umanità problematiche, ma mai del tutto domate dal destino, gente che si ostina a sperare un bene anche nelle condizioni più problematiche. Personaggi unici e caratteristici, dall’ex galeotto violento alla prostituta saggia, dal vagabondo egoista all’ubriacone locale, che rendono questa storia non l’ennesimo canto della crisi umana e economica, ma un racconto morale complesso e credibile.,Laura Cotta Ramosino,

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