In memoriam: Mattia Torre (1972-2019)

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La scomparsa del brillante sceneggiatore e regista di film e serie tv. Poco noto al grande pubblico, apprezzatissimo nell’ambiente. Ecco chi era

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Alla fine, ieri, il suo funerale è stato come se lo era immaginato nel monologo che apriva La linea verticale, prima il libro e poi la serie tv. Con gli amici in un teatro, tra aneddoti divertenti e lacrime abbondanti. Un nome poco noto al grande pubblico, ma apprezzatissimo nell’ambiente: questo era Mattia Torre che, scomparso lo scorso 19 luglio a soli 47 anni per la recidiva del tumore che lo aveva colpito anni fa, aveva raccontato l’esperienza della sua malattia in quel suo lavoro/confessione, appunto La linea verticale, prima sulla pagina scritta, poi come autore e regista dell’omonima miniserie (8 puntate da 25 minuti) andata in onda su Rai 3 un anno e mezzo fa, con Valerio Mastandrea a interpretare il suo alter ego Luigi: un uomo che all’improvviso scopre di essere malato, che vive esperienze dolorose e tragicomiche in un ospedale e che affronta paure e angosce indicibili, per poi riscoprirsi in piedi, verticale. Si può recuperare su RaiPlay, e sarebbe proprio il caso: è un vero gioiello di scrittura, recitazione (quanti bravissimi attori attorno a Mastandrea, noti e meno noti: citiamo almeno Greta Scarano, Antonio Catania, Ninni Bruschetta, Giorgio Tirabassi, Raffaella Lebboroni, Gianfelice Imparato, Babak Karimi, Paolo Calabresi e fantastici attori teatrali come Elia Schilto e Alvia Reale) e umanità. Tanta umanità: le riflessioni sulla vita, sulla malattia, sugli ospedali, su chi opera per il bene e per il male – c’è di tutto, in quell’ospedale – sono a tratti davvero notevoli. Divertente e commovente.
Mastandrea, amico da sempre di Torre, era la sua “voce” anche in alcuni celebri monologhi televisivi, da “Colpa di un altro” – riproposto poche settimane fa nel programma Propaganda Live di Diego Bianchi – tratto dal libro In mezzo al mare, a quello, recente, sui figli che invecchiano i genitori recitato nel programma di Alessandro Cattelan EPCC. Torre era una penna brillante e capace di cogliere tanto delle persone attorno a sé, le assurdità e gli slanci degli uomini del suo tempo. Se ne è avvantaggiato soprattutto il teatro brillante, dove conobbe Giacomo Ciarrapico con cui strinse un fortunato sodalizio, e la tv, a partire da quella sitcom, Buttafuori, arrivata nel 2006 troppo presto con la coppia formata da Valerio Mastandrea e un Marco Giallini (ancora poco noto) protagonisti di dialoghi surreali davanti alla discoteca che devono presidiare decidendo chi far entrare e chi no; una serie scritta da Torre con lo stesso Ciarrapico e con Luca Vendruscolo, a formare il terzetto che poi sarà alla guida – scrittura e regia – di quella serie meravigliosa e geniale che è Boris (ambientata sul set di una disastrosa fiction, “Gli occhi del cuore 2”) che ebbe tre stagioni di successo dal 2007 al 2010. E poi da solo come autore di Dov’è Mario? (2016), serie tv ideata e scritta con il mattatore Corrado Guzzanti. Molto meno della sua intelligenza e comicità se ne è potuto giovare, ahinoi, il cinema: dopo l’esordio da sceneggiatore con il solo Vendruscolo, che ne era anche regista, in Piovono mucche (2002), arriva nel 2011 Boris – Il film, spin-off cinematografico della serie cult scritto e diretto a sei mani. Il trio lavora ancora insieme nel film corale Ogni maledetto Natale. Di recente Torre aveva collaborato alla sceneggiatura del film d’esordio alla regia di Giorgio Tirabassi, Il grande salto.
La sua morte prematura ha addolorato tutto l’ambiente, non solo per le sue qualità e per la sua giovane età ma proprio per quella miniserie che aveva fatto sperare in un lieto fine alla sua battaglia. Ma quella consapevolezza che il protagonista conquistava – e affermava in un ennesimo, meraviglioso monologo: «Questo tumore mi ha salvato la vita» – rimane come “perla” di un pezzo di televisione che è molto di più di questo. Un regalo per gli spettatori, e un invito a guardare la vita con occhi diversi.

Antonio Autieri

Ecco alcuni brani di opere scritte o dirette da Mattia Torre

L’inizio della prima puntata de La linea verticale

“I figli ti invecchiano”, monologo recitato da Valerio Mastandrea per il programma EPCC

Una scena della prima puntata della serie cult Boris (2007)

Il trailer di Boris – Il film (2011)

“Colpa di un altro”, monologo recitato da Valerio Mastandrea per il programma Propaganda Live

La prima puntata della sitcom Buttafuori (2006), con la coppia Giallini-Mastandrea

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...