Il settimo figlio

Il settimo figlio

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Il giovane Tom, settimo figlio di un settimo figlio, viene scelto come apprendista da maestro Gregory per combattere la strega Madre Malkin…

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Tratto dal romanzo omonimo di Joseph Delaney, Il settimo figlio vanta un cast di tutto rispetto (oltre a Jeff Bridges, che gigioneggia per la maggior parte del tempo, la più improbabile è la fresca vincitrice di premio Oscar Julianne Moore) che sembra talvolta a disagio con una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti a dispetto del notevole dispiego di effetti speciali. Dopo le ubriacature de Il Signore degli Anelli, capace, oltre che di accumulare milioni di dollari al botteghino, anche di catturare premi e riconoscimenti per la bontà della sua storia, sembra ormai una caratteristica diffusa del genere fantasy la debolezza narrativa, quasi che i produttori si fossero convinti che siano sufficienti un paio di draghi creati al computer e qualche scena di combattimento variamente scenografata ad accontentare l'aspetto degli spettatori/lettori. I quali, però, nel frattempo, si sono ben altrimenti evoluti e non sono pronti ad accorrere automaticamente perché richiamati da un titolo che magari ha venduto milioni di copie in libreria. La verità, del resto è che se c'è un tipo di fan veramente difficile da accontentare è quello del fantasy. ,Per questo non stupisce il flop di questo Settimo figlio, confuso nelle premesse come nelle regole del proprio mondo: siamo in quello “reale” per quanto trasfigurato, come lascerebbero supporre chiese e preti, o in un mondo fantastico abitato oltre che da streghe cattivissime e mutaforme da orchi mostruosi ma benevoli, mostri sotterranei e fantasmi? Non ha le idee tanto chiare anche il protagonista titolare (settimo figlio di un settimo figlio e in quanto tale dotato dei poteri necessari a combattere le creature oscure), all'inizio guardiano di maiali che sogna le avventure suggerite dalle sue misteriose visioni, ma poi apprendista riluttante del solito mago beone e scorbutico, che ha bisogno di un aiutante ma poca voglia e poco tempo per insegnargli il mestiere.,In ossequio al politically correct ora molto in voga ma difficile da digerire in un genere tendenzialmente poco aperto alle sfumature come il fantasy tradizionale (come aspirazioni, solo quelle, purtroppo, qui stiamo più dalle parti di Tolkien che de Il trono di spade), se gli esseri umani temono le streghe (e a buon diritto, tra possessioni, distruzioni di massa e trasformazioni orrende, a volte il film trascende nel'horror), nel film anche quelle lamentano un destino di roghi e persecuzioni. A fare da ponte la solita strega carina e tendenzialmente innocua (una figura che funzionava meglio nel più tamarro ma efficace Hansel e Gretel Cacciatori di streghe), che però in un esercito di creature mostruose assortite pare più l'eccezione che conferma la regola. ,Tra amori traditi e vendette, eredità segrete e medaglioni magici, la battaglia finale serve sostanzialmente a mettere il nostro errore riluttante nei panni del nuovo mago sterminatore di malvagi, in vista di un sequel che visti gli incassi ha meno probabilità di realizzarsi che una strega di passare per essere umano. ,Laura Cotta Ramosino

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