Il segreto dei suoi occhi

Il segreto dei suoi occhi

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Un lontano omicidio e rimpianti amorosi rendono inquieta la vita di un magistrato in pensione ,

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Benjamin Esposito, un magistrato in pensione, vive in preda a rimorsi e rimpianti per fatti avvenuti 25 anni prima, quando lavorava per la Procura di Buenos Aires nell’Argentina di metà anni 70. Rimorsi per non aver risolto l’omicidio di una giovane sposa orrendamente massacrata, i cui occhi aperti tormentarono e tormentano ancora l’uomo. Rimpianti per non aver avuto il coraggio di dichiarare il suo amore alla donna che lavorava con lui, anzi di lui era il superiore: l’energica e affascinante Irene Menendez Hastings. Quei fatti, che lo costrinsero anche alla fuga dalla capitale – per salvarsi dalla vendetta dell’assassino, da lui individuato ma protetto dal regime dei militari  – sono trasformati da Benjamin in un romanzo, scritto per esorcizzare il dolore e per capire meglio: certi dettagli non gli sono ancora chiari riguardo ai fatti criminali (che costarono la vita anche a un suo collega e caro amico). E quell’amore non vissuto merita forse una seconda chance.

Il segreto dei suoi occhi (che fece vincere a Juan Josè Campanella il premio Oscar per il miglior film straniero) è un interessante melange di generi: è un giallo classico, con molta suspence, ma anche un film con un importante sfondo storico-politico, e soprattutto un melodramma amoroso. Ma il suo fascino – oltre a ottimi attori, tra cui il grande Ricardo Darìn – è come racconta, con ottima tenuta narrativa, il cuore di un uomo: deluso da una giustizia che non si concretizza per via di corruzioni e intrighi ma anche tenace nel ricercarla contro ogni possibilità reale; sorpreso, nel suo cinismo, da un amore cui non sa abbandonarsi, ma anche soggiogato dall’amore puro di un giovane uomo rimasto troppo presto vedovo, nei cui occhi legge un sentimento cui lui aspira. Purezza che non è meno vera se chi l’ha incarnata viene meno (e il finale è davvero crudo nell’esplicitare a quali abissi possa giungere il cuore umano). Tanto da spingere a una dichiarazione amorosa, tardiva e non senza conseguenze, ma di cui è chiaro il contenuto: il bisogno di essere amato.

Antonio Autieri

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...