Il piccolo Nicolas e i suoi genitori

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori

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Nicolas ha otto anni, un gruppetto di amici e una sola paura: che un fratellino in arrivo lo scalzi dalle attenzioni dei suoi genitori.

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C’è da augurarsi che in Italia Il piccolo Nicolas e i suoi genitori abbia lo stesso successo che ha trovato in Francia, dove è stato visto da quasi sei milioni di spettatori. Tratto da una serie di “strisce” a fumetti degli anni ’50 di Sempé e Goscinny (autore anche dei famosissimi fumetti di Asterix) e ambientata tra un gruppo di alunni di una seconda elementare, il film è incentrato su Nicolas e i suoi compagni di classe, un gruppo di bambini come tanti altri: c’è quello ricco che arriva accompagnato dall’autista, quello che ha sempre fame, quello che la sa lunga, lo spione del gruppo e così via, in un quadretto perfettamente ricostruito, dove spiccano le ambientazioni della scuola, delle famiglie e anche i vestiti dei bambini (chi si ricorda che una volta alle elementari si andava a scuola con la giacchetta e il cravattino?). L’amicizia tra i membri della piccola gang entra in gioco quando Nicolas, equivocando un discorso dei genitori, si convince che in casa sta per arrivare un fratellino che riceverà tutte le attenzioni, mentre lui verrà chiuso in garage o abbandonato in un bosco.

Il rocambolesco piano per salvare Nicolas (che prevede anche l’utilizzo di un gangster da noleggiare telefonicamente) si mescola alle vicissitudini scolastiche della classe, che nel frattempo è stata prescelta per essere visitata nientemeno che dal Ministro dell’Istruzione, e a quelle del padre di Nicolas che cerca di ottenere una promozione sul lavoro. E se il padre di Nicolas è interpretato dall’ottimo comico Kad Merad (già protagonista dell’esilarante Giù al Nord), sono in gran forma anche Valérie Lemercier nei panni della madre e Sandrine Kiberlain in quella della maestra, mentre c’è un gustoso cameo di Gérard Jugnot nello stesso ruolo che lo ha reso indimenticabile nel bellissimo Les choristes, ovvero il maestro di canto. Tutti elementi che, sommati alle tante situazioni comiche, al senso di avventura e di appartenenza a una “banda” (in cui molti si rivedranno), e a uno sguardo tenero e affettuoso all’infanzia, fanno di Il piccolo Nicolas e i suoi genitori un film ideale da guardare in famiglia per ridere tutti insieme.

Beppe Musicco

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