I primitivi

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Un gruppo di cavernicoli scopre il gioco del calcio

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Con un fenomenale incipit, il nuovo film di Nick Park (autore, per chi già non lo sapesse di capolavori – sì, capolavori – come Galline in fuga, Wallace e Gromit e Shaun the Sheep) spiega subito due cose: la scomparsa dei dinosauri e la nascita dello sport più seguito al mondo, il calcio. Perché è vero che un meteorite ha causato l’estinzione dei giganteschi antenati dei rettili, ma (apprendiamo solo ora), la stessa sfera rovente divenne il primo esempio di pallone da football, presa a calci da una piccola tribù di uomini e donne, onde evitare di arrostirsi le mani. E tutto questo, nei dintorni di una località preistorica che gli abitanti chiamavano Manchester…

Ma mentre la tribù di cavernicoli presto dimentica di essere depositaria di un così grande tesoro, intorno gli altri umani si sono evoluti e sono già all’era del bronzo, governati da una sorta di malefico Sceriffo di Nottingham dal nome di Lord Nooth, che è interessato solo a due cose: le monete di bronzo e il gioco del calcio. Messi gli occhi sulla valle dove vivono i cavernicoli, che è ricca di metallo, Lord Nooth concede loro una chance per non essere definitivamente sfrattati: vincere una sfida di calcio contro il Real Bronzio, la sua squadra, composta da atletici fuoriclasse. Purtroppo il giovane Dug, che ha lanciato la sfida per salvare il piccolo clan di cavernicoli, è digiuno di calcio quanto tutti gli altri componenti. Per fortuna viene in loro soccorso la giovane Goona, scartata dal Real Bronzio in quanto donna e desiderosa di prendersi una rivincita, che li sottoporrà a durissimi allenamenti per impadronirsi delle strategie dello sport.

Come nei precedenti film, le plastiline animate di Nick Park (un mezzo di animazione “vecchia scuola”, ma che rivela una splendida adattabilità ai tempi) sono ricchissime di trovate, gag molto divertenti (lo stadio, la telecronaca, il VAR per i replay addirittura!) che rimandano evidentemente a un presente ben conosciuto dagli appassionati di calcio. Ma anche chi è digiuno come un cavernicolo, troverà più di un motivo per divertirsi con questi bizzarri antenati e la loro vita non facile (il capo del clan, Bobnar, con baffoni bianchi alla vichinga, pensa di essere ormai vicino alla fine, dall’alto dei suoi 32 anni…). E che vinca il migliore.

Beppe Musicco

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