I Gangsters

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Due sicari arrivano in paesino di provincia e uccidono l’adetto alla pompa di benzina, un agente assicurativo indaga e scompre il passato della vittima, un passato fatto di gangster, rapine e torbide passioni.

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Due uomini misteriosi arrivano in una sperduta cittadina del New Jersey, sono due killers venuti ad uccidere il benzinaio locale, Petr Lunn detto “lo svedese”, un ex pugile. Un agente assicurativo indaga con un detective sul passato della vittima e scopre che dopo la carriera nella boxe ha iniziato a lavorare per un gangster, ma ha commesso l’errore fatale di innamorarsi della donna di lui.
Lo spunto di partenza è il racconto The killers di Ernst Hemingway da cui il film si distacca abbastanza velocemente, il racconto sarà portato ancora sullo schermo nel 1968 Don Siegel in una versione dalle venature più pulp.
Dopo una clamorosa sequenza iniziale (l’arrivo dei killers e l’omicidio) che è una pagina di grande tensione e grandissimo cinema, il resto forse vale meno, è più convenzionale come concentrato di situazioni e personaggi tipici del noir, anche se qua è là ci sono delle sequenze di grande regia come il piano sequenza della rapina alla fabbrica. Questo film, che ottenne parecchio successo e alcune nomination agli Oscar, consacrò definitivamente il regista Robert Siodmak, tedesco emigrato a Hollywood a causa del nazismo, come maestro del cinema nero. I gangster fu inoltre il trampolino di lancio anche alle carriere dei due attori protagonisti, Burt Lancaster e Ava Gardner, che nel giro di qualche anno sarebbero diventati due delle star più amate di Hollywood.
C’è poco da dire, è un concentrato di ossessioni del periodo e situazione forse già viste ma raccontate con grande forza e finezza. Insomma, è un classico. Da vedere.

Riccardo Copreni

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