Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa

Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa

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Mentre il conte Dracula sogna di innamorarsi di nuovo dopo secoli da vedovo, ma preoccupato dalle reazioni della figlia, un acerrimo nemico ritorna a dargli la caccia

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Dopo un preambolo nel passato (che parte dal 1897) in cui Van Helsing insegue Dracula e compagnia soccombendo ogni volta, torniamo ai giorni nostri. Il Conte ormai “normalizzato” vive nel suo castello/albergo con la figlia, il genero e il nipote, ma gli manca una compagnia femminile. La vedovanza è stata molto lunga, ma un po’ non ci sa fare e un po’ teme di addolorare la figlia Mavis. Che vedendolo agitato, pensa abbia bisogno di una vacanza: organizza quindi una vacanza, su una nave da crociera dove la famiglia e gli altri amici si divertono un mondo. Lui invece si innamora del capitano, una bella donna bionda di nome Ericka che sembra ricambiare. In realtà, le cose sono molto diverse: lei è la bisnipote di Van Helsing, sopravvissuto grazie alla sostituzione di organi umani con elementi meccanici. Insieme, vogliono eliminare Dracula e tutti gli altri “mostri” per sempre…

Trama semplice per non dire esilissima, sviluppo risibile più che comico, per Hotel Transylvania 3, film molto colorato e vivace ma poco riuscito. Il terzo episodio di Hotel Transylvania, dopo i primi due più fluidi e divertenti, è infatti una delusione per un adulto pur non prevenuto verso il genere, o che anzi ami l’animazione non banale. I bambini in genere apprezzano, per il mix di movimenti sulla carta buffi, balli – insopportabili – e musiche (ma la Macarena come arma per sconfiggere un pericoloso mostro fa davvero cadere le braccia, in uno scontro finale davvero patetico). Ma lascia perplesso anche l’eccesso di sentimentalismo, di sdolcinatezze, di riferimenti amorosi che poi hanno anche il controcanto dell’allusione (anche solo in movenze e atteggiamenti dei personaggi) magari poco comprensibili ma onestamente fuori luogo in un film per bambini, o dell’elogio del divertimento spensierato da crociera, di una vita “rilassata” che invece può innervosire alquanto lo spettatore. Oltre tutto con quell’atteggiamento tipico di quei film di animazione che tratta i “piccoli” con poca fiducia nella loro intelligenza, abbondando in bamboleggiamenti e “stupiderie” francamente stucchevoli. E poi puntando, per eccesso contrario, su mostri riprovevoli e un cattivo respingente (anche se ovviamente destinato alla sconfitta).

L’animazione e la regia, affidate ancora al talentuoso Genndy Tartakovsky che ha fatto le cose migliori in tv, sono di buon livello. Movimenti, trasformazioni surreali, invenzioni visive: è quanto emerge dal suo campionario, ma è tutto troppo slegato dalla narrazione, che non appassiona mai. Si apprezza Claudio Bisio come doppiatore di Dracula (in originale Adam Sandler), anche se il suo personaggio animato cult rimane il bradipo Sid della serie L’era glaciale. E la coppia di genitori lupi mannari con centinaia di cuccioli, che scappano e si nascondono dai figli per riposarsi, unica gag di livello di un film modesto. Il cinema è fatto anche e soprattutto di racconto: per questo motivo, di questo terzo episodio non rimarrà traccia nei nostri ricordi al contrario dei primi due film della trilogia.

Antonio Autieri

 

 

 

 

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...