Ho voglia di te

Ho voglia di te

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Nasce dal caso letterario italiano degli ultimi anni: “Ho voglia di te”, seguito di “Tre metri sopra il cielo”, è uno di

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Nasce dal caso letterario italiano degli ultimi anni: “Ho voglia di te”, seguito di “Tre metri sopra il cielo”, è uno di quei romanzi per adolescenti che girano tra i banchi e riescono a suscitare un certo fanatismo. É la voglia di sognare il “bello e dannato” Step (alias Riccardo Scamarcio) che ha portato al cinema migliaia di ragazzine, capaci di far battere al film ogni record d'incasso nel primo fine settimana. ,Il ritorno di Step dagli States, dove si era rifugiato per la perdita sia dell'amata Babi sia dell'amico Pollo, è immediatamente allietato da un incontro che porterà speranza nella sua vita: la romantica e innamoratissima Gin. Dal cupo finale del primo film si passa dunque ad atmosfere più rosee: “Ho voglia di te” si concentra sul nascere di un nuovo amore, sulla possibilità per l'eroe Step di raggiungere la felicità, sull'abbandono dei fantasmi del passato. Una classica storia di amoretti post-adolescenziali, ancora una volta ostacolata dal mondo degli adulti: lontani o incapaci di comprendere, sfiduciati dalla vita o immersi nella disperazione, i genitori sono per l'ennesima volta “cattivi maestri”, inadatti al loro ruolo di guida e figli dei propri figli. E gli adolescenti? Sbalestrati, come la sorellina di Babi che si fa mettere incinta da uno sconosciuto, disperati, come l'amica di Step che non trova più l'amore dopo la morte di Pollo, ma anche piene di entusiasmo, come “Canarino” l'amica di Gin. Ma soprattutto il successo di “Ho voglia di te” risiede nell'identificazione tra le ragazzine e la nuova protagonista Gin: non più “figlia di papà” come Babi, ma una ragazza semplice, forte e determinata. Una che pasticcia il diario (uno stereotipo ancora valido) ma sa quali sono i suoi sogni: studiare fotografia a Parigi e raggiungere l'amato Step. Non sono più tempi di passeggiate in Vespa e pomeriggi passati a chiacchierare: gli adolescenti di Moccia sanno cosa vogliono, e a vederli passare dal luccicante mondo televisivo ai corridoi di un ospedale con la stessa superficiale apparenza ci mettono un po' paura.,Daniela Persico

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