Harry Potter e il principe mezzosangue

Harry Potter e il principe mezzosangue

- in ARCHIVIO, FILM
5439
Commenti disabilitati su Harry Potter e il principe mezzosangue

Harry torna a Hogwarts con la consapevolezza di essere il prescelto. Ma Voldemort moltiplica gli attacchi e alla fine sembra che per i maghi buoni non ci sia più speranza.

Download PDF

Deve veramente tirare una brutta aria a Hogwarts se (strano ma vero) Harry Potter sembra preferire di gran lunga vivere e confondersi tra i “babbani”, gli umani normali. Gente magari poco interessante, ma da cui non deve forzatamente guardarsi, che sembra apprezzarlo per quello che è e non per le sue doti magiche; come la giovane e carina cameriera di un bar che gli rivela a che ora finisce di lavorare. Ma Albus veglia su Harry (e addio al romantico rendez-vous), e gli fa conoscere il nuovo insegnante di pozioni, il professor Lumacorno, che possiede informazioni che potrebbero essere di vitale importanza nella lotta contro Lord Voldemort; ma Lumacorno è reticente e Albus Silente affida nuovi e difficili compiti a Harry. Una delle critiche più ripetute dai recensori di Harry Potter e il Principe Mezzosangue: il film è cupo, gotico, sinistro. È vero, ma chi ha letto il libro sa che la drammaticità della situazione a Hogwarts e per tutti gli umani (maghi o babbani che siano) peggiora di giorno in giorno, nonostante le ripetute vittorie di Harry Potter, che proprio in questo capitolo della storia prenderà consapevolezza di essere “il prescelto” per combattere il Signore del Male. Fedele a questa impostazione, il film sceglie una tavolozza dai colori smunti, lividi, evanescenti. I complicati corridoi scolastici non risuonano più delle risate e degli schiamazzi, ma di frasi smozzicate dette a bassa voce. Per la prima volta, Harry Potter non si dimostra più disobbediente o insofferente alle regole, capisce che la fedeltà a Silente è la cosa più importante, ora. Unica trasgressione, un libro di pozioni fitto di chiose e appunti utilissimi, che lo fanno diventare il preferito di Lumacorno, che alla fine gli rivelerà quel ricordo che ha taciuto per anni. L’atmosfera sinistra facilita inoltre l’uso degli effetti speciali, che sono tanti e ben utilizzati: dalle perturbazioni atmosferiche che rivelano l’inquietante silhouette del Nemico, ai repellenti abitanti delle tenebre, all’uso di luci e ombre. Per non parlare del ritorno del Quidditch, che mancava ormai da alcuni film e che qui si dispiega in tutta la sua forza e velocità. D’altra parte, Harry Potter e il Principe Mezzosangue è anche il film che, più di tutti gli altri, riesce a tenere un tono leggero in tutta questa desolazione. I protagonisti sono ormai giovanotti, Harry è innamorato di Ginny Weasley, Hermione del fratello Ron Weasley. I quattro ovviamente si comportano come tutti i loro coetanei: fanno cose stupide, hanno un’aria perennemente rimbambita e sognante, non sanno valutare tempi e modi, rischiando a ogni minuto di mandare a gambe all’aria un futuro che a tutti sembra palese. In molti punti la risata del pubblico scatta sincera. ,In definitiva: questo Harry Potter è evidentemente un film “di passaggio”, che lascia col fiato sospeso e la sensazione di non aver ancora assistito a niente di rilevante (d’altra parte, i terribili avvenimenti dell’ultimo libro sono tanti e tali che verranno spalmati su due film). A uno sguardo più attento vedremo però che questa sesta prova poggia su solide basi, e che se qualche appunto si può sollevare è forse su alcune sottotrame che potevano essere trascurate in favore della storia principale. Di certo, in un cast di ottimi e maturi attori come Rickman, Gambon, Broadbent, per fare alcuni nomi, che si mescolano perfettamente coi più giovani, la figura più debole è proprio Radcliffe. Se non fosse che ormai Harry Potter è lui, dubito che qualsiasi regista lo sceglierebbe solo per le sue capacità recitative e per la sua presenza scenica.,Beppe Musicco,A seguire, pubblichiamo anche questo interessante confronto fra il “buono” poco interessante Harry Potter e il cattivo, più “umano”, Draco Malfoy,Salvate il soldato Malfoy,Harry Potter è detestabile almeno quanto Sherlock Holmes, James Bond e tutti gli altri campioni britannici dell'imbattibilità.. Per scalfire l'infrangibile barriera del primo c'è voluto il mitico duo austro ungarico ebraico rumeno formato da Billy Wilder e I.A.L. Diamond in Vita privata di Sherlock Holmes e per far commettere un errore al secondo la ruvida e americanissima penna del premio Oscar Paul Haggis in Casino Royale. In entrambi i casi, è utile farlo notare, a complicare le cose all'eroe è un innamoramento sbagliato.,Non ci sono innamoramenti sbagliati per Harry, nè ci sono errori di altro tipo.,A dare una mano al già avvantaggiato maghetto – nel film attualmente nelle sale – intervengono addirittura un manuale di stregoneria aggiornato e corretto da un misterioso proprietario precedente (il principe del titolo) ed un filtro portafortuna che lo fa capitare al posto giusto al momento giusto per puro caso (!),Abituati male da decenni di cultura popolare che – richiamandosi al mito e alla tragedia classica – hanno proposto sul grande schermo eroi messianici tormentati dai dubbi e dal peso del compito a cui erano chiamati, gli spettatori dei film di Harry Potter si trovano davanti ad un eroe che a tali difficoltà sostituisce l'aria ganza di chi sa che alla fine tutto finirà nel migliore dei modi. Essere il prescelto per Harry non è un peso. E' un divertimento.,Il nuovo episodio della saga infinita (ha senso dire che si tratta del sesto? O che il titolo è “il principe mezzosangue”? Qualcuno si ricorda le differenze con gli altri film?) diventerebbe però improvvisamente un capolavoro se al centro del plot si mettesse il cattivo.,Non il terribile Lord Voldemort, che di terribile non ha proprio niente, visto che Harry riesce a sconfiggerlo in ogni film grazie alla bacchetta magica, nel senso letterale e metaforico del termine, neanche fosse il nemico dell'Ispettore Gadget.,Ma il sottovalutato Draco Malfoy, il rivale storico dal primo anno di scuola, il compagno odioso e sinistro predestinato alla caduta e allla sconfitta.,Draco è un “Franti” moderno, la vera risorsa della saga (ci limitiamo a quella cinematografica), l'unico che tenta di infondere un po' di dramma e un po' di pathos nell'insopportabile cinguettio dei corridoi di Hogwarts.,Una menzione al suo straordinario interprete, l'ormai adulto Tom Felton, l'unico dei giovani protagonisti ad essere cresciuto anche come attore, e che non ci stupiremmo di trovare tra una decina d'anni come protagonista di qualche dramma storico o come avversario destinato a farsele suonare anche dal già citato 007 (e anche in quel caso faremmo il tifo per lui)..,Draco è il vero eroe del film, perchè è fragile e tormentato, sperimenta la paura, la solitudine e l'angoscia, sente sul cuore l'ansia di essere inadeguato al compito a cui è chiamato e non per questo si sottrae al cimento, correndo anche il rischio di sbagliare (rischio che Harry non corre mai, almeno a giudicare dalla serenità pacata e occhialuta della sua faccia pulita).,Draco soffre perchè sa cos'è il male e sa cos'è la morte. Da un punto di vista strettamente narrativo vive anche il momento che nei manuali di sceneggiatura dei guru americani si chiama di “morte apparente”, quel punto della storia in cui l'eroe è il più lontano possibile dal raggiungimento dello scopo, e che i vari Luke Skywalker, Frodo Baggins, Peter Parker/Spiderman e il maestoso Batman di Christopher Nolan conoscono bene, perchè ci sono passati.,Loro sì, come Draco Malfoy, sanno cos'è la paura perchè sono tragicamente incompleti.,Perchè hanno un guscio di carne e la loro kryptonite è la vita stessa, con il suo cammino in salita e le sue stazioni.,Noi, come tutti loro, non abbiamo la bacchetta magica (e se l'abbiamo, ci succede anche di usarla nel modo sbagliato) e per questo stiamo dalla parte di Draco, che non se la cava sistemandosi gli occhiali sul naso e ha smesso da un pezzo di andarsene spensierato a cavalcioni di un manico di scopa.,Draco Malfoy è la vera eredità della saga di Harry Potter, il personaggio che portiamo a casa con noi quando si accendono le luci della sala e si spegne il proiettore.,Draco Malfoy è il cinema che soppravive alla luce.,Raffaele Chiarulli,

About the author