Green Book trionfa anche alla Febbre

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Il bilancio di un’intensa stagione della nostra rassegna milanese, con i voti finali

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Che stagione è stata, quella della Febbre del Lunedì sera, che si è conclusa il 24 giugno a Milano al Notorious Cinemas di viale Sarca? Leggere i voti del pubblico, in queste e in altre rassegne in cui siamo coinvolti come Sentieri del Cinema o singolarmente, dà qualche indicazione sui gusti del pubblico, anche se ogni rassegna o cineforum è diversa, con un suo specifico pubblico: a volte quello che funziona o viene amato da una parte, viene respinto da un’altra. Personalmente, crediamo che il pubblico non abbia sempre ragione (di alcuni film che non vengono apprezzati, qui o altrove, ci si pente di averli proposti; in altri casi no, se il valore ci sembra meritare l’azzardo). In ogni caso, alla fine di questo articolo potete vedere la classifica definitiva, stilata con i voti degli spettatori in sala.

Detto questo, il primo dato che salta all’occhio è che nella settima edizione della Febbre (iniziammo nel settembre 2012) durante le ben 38 serate abbiamo stabilito ottimi risultati, con la media presenze che aumenta anno dopo anno, e anche i film hanno stabilito alcuni record: se Green Book con 41,2° – il punteggio si valuta con i gradi del termometro – ha ottenuto il voto più alto di sempre (e anche come biglietti staccati in una serata, ben 320), anche i titoli che lo seguono a ruota (sul podio Up & Down con 41,1° e Bohemian Rhapsody con 40,9°, perfino Opera senza autore al 4° posto con 40,8°) sarebbero finiti al primo posto in quasi tutti gli anni precedenti. Che caratteristiche hanno in comune questi “campioni”? Nessuna, apparentemente: un film classico hollywoodiano e commedia da Oscar e un film musicale sempre dall’area anglossassone, un’opera tedesca di oltre tre ore e un documentario italiano su una compagnia teatrale con down e “normaloidi”. Ma una cosa, in realtà, in comune ce l’hanno: sono film che hanno emozionato, parecchio, il nostro pubblico; non lasciano indifferenti, “smuovono” parecchio insomma.

Seguono film importanti per motivi diversi: l’esaltazione della famiglia e il linguaggio dell’animazione de Gli incredibili 2, un’oscura pagina di storia italiana e un personaggio sfaccettato con Il traditore, coppie di opposti che si attraggono (Il professore e il pazzo, Il campione, anche il biografico Stanlio e Ollio in cui però hanno inciso anche il grande amore per questi due comici) con in mezzo il piccolo grande caso di Solo cose belle. E dopo i primi 10, due altri “over 40°” come A Star is Born (e anche qui l’emozione esplode potente, a coprire certi difetti) e un’altra grande sorpresa: ancora italiana, dopo i due citati sopra, ovvero il kolossal Il primo re.

Già da questi primi 12 titoli si vede la grande varietà di generi: alla Febbre non abbiamo preclusioni; anche se il punto di partenza è la programmazione del multiplex che ci ospita, ma con qualche recupero successivo di non passati dal cinema all’interno dell’Ipercoop Centro Sarca (10 in totale su 38). Funzionano benissimo i film da Oscar o da premio, con grandi storie e ottimi attori (First Man, Beautiful Boy, Il corriere, Ben is Back, Il verdetto ma anche il giapponese Un affare di famiglia, una delle proposte più “d’essai”), drammi mescolati a commedie (Don’t Worry), blockbuster con l’anima (Mission: impossible Fallout), commedie molto semplici (lo spagnolo Non ci resta che vincere) o più sottili (Momenti di trascurabile felicità di Luchetti), appunto l’animazione, lo scorso anno perfino un horror (ma con un “senso” forte: A Quiet Place). Hanno sofferto maggiormente i film complessi (Vice, L’uomo che uccise Don Chisciotte) o con un forte taglio “da festival” (Il vizio della speranza su tutti), o con spiazzante mescolanza di generi e storie (I fratelli Sisters, Old Man & the Gun: il più rifiutato, ahinoi); o alcune commedie italiane, per nulla banali, ma che nonostante notevoli guizzi devono essere risultate troppo discontinue (Notti magiche di Paolo Virzì, anni fa trionfatore alla Febbre con La pazza gioia, e La prima pietra di Rolando Ravello con un grande Corrado Guzzanti).

Ci torneremo, nelle prossime settimane, perché vorremmo “riconsigliare” sulla nostra pagina Facebook questi e altri titoli che possano essere recuperati nelle arene estive o nei cinema che organizzano percorsi di repliche/rilancio nei mesi caldi, o anche in dvd (dopo 3 mesi e mezzo dall’uscita al cinema, in genere) o in piattaforme on line (legali, sempre più numerose). E per scaldare l’attesa prima del ritorno della rassegna a metà settembre, certi di ritrovare tante persone che ci seguono con crescente entusiasmo: e anche qualcosa di più, perché è bello che, settimana dopo settimana e anno dopo anno, molti spettatori conosciuti in sala diventino nostri amici (o anche amici tra di loro!): uno dei segreti di una rassegna come la Febbre. Ad alcuni di loro li abbiamo premiati, con i premi fedeltà e con i vincitori del video quiz proposto l’ultimo mese. A tutti, il nostro ringraziamento più sincero e l’arrivederci a settembre. Buona estate e… viva il Cinema!

Antonio Autieri

Gli spettatori premiata alla serata finale della nostra rassegna: da sinistra, Sabrina Aloia e Alessandro Pin, al 2° e 3° posto nel video quiz, e Matteo Malaguti, vincitore del gioco con 11 risposte esatte su 15; poi, dopo Antonio Autieri, Marco Malaguti (2° posto Premio fedeltà, con 33 biglietti) e Alberto Silvestri (1° posto, con ben 35 biglietti su 38 serate!), Luca Villani e Maurizio Vanzini ex aequo al 3° posto (con 32 biglietti a testa). A loro, i dvd di alcuni dei film più votati quest’anno (Green Book, Bohemian Rhapsody, Opera senza autore) e il campione della scorsa stagione (Wonder), offerti da Sentieri del Cinema, nonché tessere, biglietti omaggio e dvd messi a disposizione da Notorious Cinemas.

La classifica finale della nostra rassegna, con i voti assegnati dagli spettatori (pe vedere bene cliccare sopra)

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...