Grace Jones – Bloodlight and Bami

Grace Jones – Bloodlight and Bami

- in AL CINEMA
1945
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Un viaggio attraverso la vita pubblica e privata dell’icona pop Grace Jones.

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Grace Jones: icona pop e diva da discoteca, giamaicana, classe 1948; modella, attrice e cantante. Nota per la sua fisicità estremamente particolare (una donna di colore alta, muscolosa e dai capelli corti), nota per aver combattuto seminuda contro James Bond (Roger Moore) in Bersaglio mobile sulle note dei Duran Duran, nota per aver trasformato nel 1977 La vie en rose in un classico da discoteca. In questo documentario la regista Sophie Fiennes (sorella dell’attore Ralph Fiennes) ne segue la vita per cinque anni, i viaggi, le camera di albergo, gli shooting fotografici, i concerti, le apparizioni televisive, la registrazione di un disco (Hurricane). A queste riprese fatte su vari formati si alternano le riprese di un concerto all’Olympia Theatre di Dublino fatte su pellicola e quelle fatte durante un viaggio in Giamaica su mini cassette.
Lo spettacolo è aggressivo e caleidoscopico, in un allestimento dalla geniale costumista Eiko Ishioka (premio Oscar per i costumi del Dracula di Francis Ford Coppola, scomparsa nel 2012), dove la Jones regina dello spettacolo si aggira con costumi e copricapi grotteschi su un palco di immensi pannelli led che la regista film cercando una grande forza di astrazione visiva. A questo spettacolo astratto però sono alternate altre sfaccettature del personaggio della Jones, in particolare il viaggio in Giamaica, l’amore per la propria terra e per la propria famiglia raccontato con grande verità.
Il film è molto lungo, dura due ore, che per un documentario biografico sono decisamente troppe e inoltre molti aspetti di Grace Jones sono a malapena accennati (il rapporto con il figlio, la storia d’amore con il fotografo Jean-Paul Goude) e altri sono totalmente dimenticati (la carriera da attrice). In quello che viene mostrato emerge un ritratto poliedrico della protagonista, capace essere completamente sé stessa in circostanze assai diverse, vediamo una scena dove dopo una festa sfrenata in una discoteca, la Jones la mattina va nella chiesa del suo paese in Giamaica a sentire la madre cantare. La forza di questo documentario è che emerge il ritratto di una donna in grado di indossare con grande libertà tutte le maschere diverse che le circostanze richiedono.

Riccardo Copreni

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