Gotti – Il primo padrino

Gotti – Il primo padrino

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Ascesa e caduta di John Gotti, uno dei boss mafiosi più potenti nella New York tra anni 70 e 90

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Chi era John Gotti? Come è iniziata e come si è sviluppata la sua carriera di criminale mafioso a New York tra anni 70 e 90? A queste domande cerca di dare risposta Gotti – Il primo padrino, il film di Kevin Connolly con John Travolta protagonista. Il film ha avuto diverse vicende produttive che ne hanno ritardato la realizzazione; diversi registi erano stati avvicinati al progetto, prima di Connolly. Tutte queste traversie si vedono nel film che ha evidenti limiti nella sceneggiatura e non aggiunge niente a un genere che ha avuto in film come Quei bravi ragazzi il massimo fulgore. Ma, senza scomodare il capolavoro di Martin Scorsese, qui siamo molto lontani come livello anche da Black Mass – L’ultimo gangster con Johnny Depp, per venire ad anni più recenti.

La trama è confusa; si fatica a seguire l’evolversi degli eventi e le vicissitudini dei tanti personaggi attorno a Gotti. Il film, poi, segue un doppio binario: da una parte la carriera del boss mafioso, dall’altra quella del figlio John Gotti Jr. (il film è ispirato alla sua autobiografia Gotti: In the Shadow of My Father) che ne segue le orme per diversi anni, fino a prenderne le distanze, come si vede in una delle scene iniziali ambientate in carcere dove Gotti Jr. confessa al padre di voler patteggiare per una condanna. C’è poi tutto il lato della vita in famiglia di Gotti, supportato dalla fedelissima moglie Victoria (impersonata da Kelly Preston, moglie anche nella vita di Travolta); una famiglia messa a dura prova non solo dalle tante vicende giudiziarie del capofamiglia, ma anche dalla tragedia della morte di uno dei figli, investito da un’auto all’età di dodici anni (per la cronaca, il film fa capire che Gotti si è poi vendicato facendo uccidere il malcapitato autista…).

Come si può capire, Gotti – Il primo padrino mette tanta, troppa, carne al fuoco in modo un po’ confuso. Cosa salvare? Travolta ci mette mestiere (si dice che abbia fortemente voluto interpretare questo personaggio) anche se risulta un po’ caricato; alcune scene di vita famigliare si fanno apprezzare e in questo si vede affiatamento tra Travolta e la moglie. Si fa apprezzare Stacy Keach nei panni del boss Neil Dellacroce. Decisamente debole, invece, il personaggio di Gotti Jr. cui dà il volto Spencer Rocco Lofranco. Un po’ troppo poco per un film che poteva essere ben altra cosa, perché il materiale a disposizione non mancava di certo.

Aldo Artosin

 

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