Il Golem – Come venne al mondo

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Per proteggere il popolo ebraico dalle persecuzioni un rabbino evoca un mostro mitologico, il Golem. Il capolavoro dell’espressionismo tedesco

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Nel XVI secolo la comunità ebraica di Praga è vittima di persecuzioni, allora il rabbino Jehuda Löw tramite arti magiche infonde vita in una statua di argilla creando il Golem, una creatura a suo comando per fermare i soprusi. Famulus il servo si impadronisce del mostro per farne lo strumento delle sue vendette, ma questo si ribella e sfugge a ogni controllo, scatenando il panico in tutta la città.

Uno dei primi capolavori della corrente del cinema espressionista tedesco, un movimento nato nella Germania della repubblica di Weimar assieme all’omonimo movimento pittorico e che ha come opere simbolo Il gabinetto del dottor Caligari (di Robert Wiene) del medesimo anno e i primi film di Murnau. Il cinema espressionista racconta le paranoie sociali del tempo attraverso racconti fantastici radicati nel folklore locale e attraverso una totale deformazione della realtà con lenti, illuminazione e architettura scenica. Questo Golem nello specifico parte da una leggenda popolare ebraica filtrata dal romanzo di Gustav Meyrink per raccontare delle storiche violenze su quel popolo, ma che, con il senno di poi si rivela un’inquietante previsione di quello che avverrà in Germania con l’avvento del nazismo pochi anni dopo. Tutto questo messo in scena in modo vertiginoso, con echi non solo della pittura dell’epoca, manche di tutta la tradizione pittorica romantica e neogotica, grazie alle architetture di Hans Poelzig e alla fotografia di Karl Freund, operatore di punta dell’espressionismo che poi “esporterà” questo stile a Hollywood lavorando a film come Frankenstein (che molto deve a questo Golem).
Eppure il film di Wegener (anche attore protagonista) e Boese non si limita ad essere una inquietante e visionaria testimonianza storica, ma diventa, appoggiandosi proprio sull’originale mito ebraico, una parabola sulla vita umana. L’uomo è come il Golem protagonista, un involucro di argilla che non sa bene per cosa è venuto al mondo, sballottato la forze della storia e capace di commettere orribili violenze, eppure nel clamoroso finale il Golem (e anche l’uomo) è, nonostante tutto, in grado di fermarsi e commuoversi davanti ad un semplice gesto di bontà di una bambina.

 

Riccardo Copreni

 

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