Due ragazzi alle prese con drammi più grandi di loro. Se Matteo prende in considerazione l'eutanasia per la madre, ma poi non ce la fa, Juliette dice sì alla vita da subito, anche a costo di una separazione dall'uomo (sposato) che ama. Interessante la difesa della vita che il film lascia intravvedere con abbastanza chiarezza; di questi tempi già far vedere una ragazza madre che non abortisce non è poco. Ma al di là della freschezza dei giovani interpreti (e della bravura di Lina Sastri, la madre malata), il film sconta la grevità di certo cinema “giovane” contemporaneo, soprattutto se girato con macchina a mano e in digitale. Un po' di presunzione stilistica, il tentativo di ricreare un neorealismo attuale senza il necessario talento: insomma, un film interessante sociologicamente, ma difficile da apprezzare nei suoi valori visivi.