Il giovane Karl Marx

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La gioventù di Karl Marx e la sua maturazione politica insieme a Fredrich Engels fino alla stesura del Manifesto del partito comunista

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Tra il 1842 e il 1848 Germania, Francia e Inghilterra sono attraversate da forti contrasti sociali. La rivoluzione industriale crea una nuova classe, il proletariato, sfruttato dalla ricca borghesia. In questo contesto muove i suoi passi il giovane Karl Marx che si fa interprete di questo disagio sociale e che, per le sue idee, è costretto a lasciare la Germania per trasferirsi in Francia, Belgio e Inghilterra. Lo supporta in questo suo peregrinare politico, fatto anche di stenti economici, l’aristocratica moglie Jenny. Ed è in questo suo percorso che incontra colui che sarà più che un amico per lui, Friedrich Engels, con cui condividerà le più importanti tappe della sua maturazione filosofica, scientifica e di lotta.

Raoul Peck è il regista, e anche lo sceneggiatore insieme a Pascal Bonitzer, di questo classico film biografico su uno dei personaggi più importanti della storia politica dell’ottocento e non solo. È la prima volta che alla figura storica di Karl Marx viene dedicato un film. La scelta degli sceneggiatori è quella di focalizzarsi sugli anni giovanili del pensatore politico: vengono messi in scena aspetti della sua vita poco conosciuti, come ad esempio la precarietà economica, che lo porta a cercare qualsiasi tipo di lavoro. Il film non nasconde una certa esuberanza di carattere dello stesso Marx e le sue aspre critiche verso un quadro politico e di protesta che lui considerava superficiale, velleitario e non scientifico. Al centro del film è poi l’amicizia con Friedrich Engels e il rapporto con Jenny, la moglie che in quegli anni formativi farà grandi sacrifici per lui, condividendone le battaglie. Vediamo quindi Marx ed Engels prima ammirare e poi criticare aspramente il pensatore anarchico Proudhon, così come li vediamo – grazie al loro carisma e alla loro incisività – impossessarsi della Lega dei giusti, trasformandola in Lega dei comunisti. È l’apice del film, che si chiude poi con la pubblicazione del Manifesto del partito comunista del 1848.

Il film è molto lineare e didascalico nel suo procedere; è un biopic classico senza particolari colpi d’ala ma sono bravi gli attori che interpretano Marx (August Diehl) e Jenny (Vicky Krieps, apprezzata ne Il filo nascosto). Da sottolineare il finale con le immagini delle tante rivoluzioni che sono nate nella storia ispirandosi ai testi di Marx ed Engels; fa da sfondo la celeberrima “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan. Un’altra rivoluzione, ma di tutt’altra natura.

Aldo Artosin

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