Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny

Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny

- in ARCHIVIO, FILM, HOMEVIDEO, MEDIOCRE
955
Commenti disabilitati su Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny

La leggendaria spada “Destino Verde” è in pericolo. La celebre Yu Shu-Lien torna per difenderla, con l’aiuto di un manipolo di combattenti seguaci della Via del Ferro

Download PDF

La leggendaria spada “Destino Verde”, appartenuta a Li Mu Bai è in pericolo: il malvagio condottiero Hades Dai e i suoi seguaci vogliono impadronirsene. Toccherà alla celebre guerriera Yu Shu-Lien tornare a combattere per difenderla, con l’aiuto di un manipolo di valorosi combattenti seguaci della Via del Ferro. Questa in estrema sintesi la trama di Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny, sequel del pluripremiato La tigre e il dragone che aveva fatto conoscere nel 2000 in occidente la tradizione del wuxia pian (il film di “cappa e spada” cinese) e inaugurato un nuovo filone cinematografico (proseguito con successo con film come La foresta dei pugnali volanti e Hero). Ma della magia dell’illustre predecessore, diretto con maestria da Ang Lee, non rimane in questo sequel quasi nulla. A Yuen Wo-Pin (già coreografo dei combattimenti di arti marziali de La tigre e il dragone, della trilogia di Matrix e di Kill Bill) non riesce quello che era riuscito ad Ang Lee: fondere sapientemente epica, melodramma e azione, affascinando il pubblico occidentale con un film dallo spirito squisitamente cinese e dalla forte carica poetica. Non c’è poesia in Sword of Destiny e non basta il ritorno della star Michelle Yeoh (affiancata da Donnie Yen) a ricrearla. Il risultato è un film molto meccanico, che manca di anima (soprattutto nella parte relativa alla love story) e in cui la trama sembra solo un riempitivo tra una scena d’azione e l’altra. E perfino i combattimenti non conservano lo stupore dell’originale, con effetti speciali non all’altezza del compito. Prodotto dai fratelli Weinstein, il film è in ultima analisi molto deludente e non riesce a restituire l’atmosfera tipica del wuxia pan. Il fatto che Sword of Destiny sia completamente girato in inglese e, a parte Michelle Yeoh e Donnie Yen, non abbia un cast di attori autenticamente cinesi, ha un ulteriore effetto straniante. La tigre e il dragone meritava senza dubbio di meglio.

Maria Elena Vagni

About the author