Cosa vedere al cinema a Natale

Cosa vedere al cinema a Natale

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Quali proposte privilegiare tra le tante offerte nei giorni delle feste? Ecco i nostri consigli

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Pur se meno travolgente negli ultimi anni, la frequenza al cinema degli spettatori è sempre alta a Natale e negli altri giorni successivi, fino all’Epifania: anche molte persone che vanno poco in sala, almeno una volta all’anno ci tornano. O almeno così è sempre stato. Qui passiamo velocemente in rassegna quanto propongono i cinema in questo periodo, rimandandovi poi alle nostre recensioni. Consigliando i film che abbiamo apprezzato di più (ma qualcuno dobbiamo ancora recensirlo o recuperarlo), e segnalando quelli che ci hanno convinto solo in parte. Solo qualche indicazione, su cui confrontarsi: anzi, nel caso fateci sapere i vostri differenti pareri.

I film consigliati

Diciamo subito che quest’anno durante le feste, a nostro modesto avviso, non c’è un film in grado di mettere d’accordo tutti o che – pur dividendo – per qualche motivo è quasi obbligatorio vedere. Come per esempio da un lato Wonder, bellissimo film di un anno fa che ha conquistato gli spettatori di ogni fascia d’età (anche quelli esigenti), o uno degli ultimi episodi di Star Wars dall’altra che, per motivi di importanza oggettiva e di marketing, erano attesissimi e quindi veri e propri must (magari per criticarli). Poteva esserlo Bohemian Rhapsody, uscito però in anticipo di alcune settimane ovvero a fine novembre: ma il suo enorme successo (è il film più visto degli ultimi mesi, il secondo del 2018) farà sicuramente rimanere ancora in molte sale la storia di Freddie Mercury e dei Queen.

Quest’anno il film principale sembra essere Il ritorno di Mary Poppins, ma per le sue caratteristiche – anche se noi lo consigliamo – non si rivolge a tutti: è un film per famiglie, ma già da una certa età i ragazzi (nel senso di maschietti) difficilmente potranno essere interessati; stessa cosa per una parte del pubblico adulto (fans nostalgici esclusi: ma alcuni sono diffidenti su questo sequel) che potrebbe storcere il naso di fronte a una proposta così retrò e sentimentale, o con troppa musica. Gli stessi motivi per cui tanti altri lo ameranno. Insomma: è un grande spettacolo che ci sentiamo di consigliare, ma non a tutti.

Come lo sono, per motivi opposti, anche alcuni titoli autoriali molto belli, usciti da pochi giorni o già in giro da settimane. Come i due imperdibili del mese secondo le nostre valutazioni, che si trovano solo in poche città: se di Roma di Alfonso Cuaròn – film autobiografico ambientato in Messico, in un bianco e nero che non si dimentica – si è parlato molto, per la quasi contemporanea con Netflix (ma su grande schermo dispiega tutte le sue potenzialità visive e sonore: cercatelo dove ancora lo propongono), di Lontano da qui dell’italoamericana Sara Colangelo si è parlato pochissimo. Due storie dolorose, due grandi film. Non per tutti, ma per chi ha voglia di osare.

Appena usciti e più accessibili altri due film che ci sentiamo di consigliare. Anche Ben is Back è un film molto drammatico, in cui una madre (con la sua famiglia) è messa alla prova dal ritorno per Natale del figlio tossicodipendente: succede poco, a parte all’inizio e alla fine, ci sono colpi allo stomaco e momenti in cui la storia sembra perdersi, ma la rappresentazione del coraggio e della forza di questa madre (resa al meglio da Julia Roberts) è commovente. Più disteso, a tratti anche divertente anche se venato da malinconia per il tempo che passa, è Old Man & the Gun con un grande Robert Redford all’ultimo film da attore (se manterrà questa intenzione): storia di un anziano rapinatore di banche gentile e affascinante, è anche una delicata storia d’amore; ma c’è molto di più (molto bello il confronto con il poliziotto che gli dà la caccia, e che ha più di qualcosa in comune con lui), in un film che è anche un omaggio al grande cinema di una volta. Tra i film recenti che ci sono piaciuti e ancora in sala, consigliamo anche Non ci resta che vincere, commedia spagnola su un allenatore di basket costretto ad allenare una squadra di disabili, con intuibili ma non banali effetti positivi da ambo i lati, e il documentario Santiago, Italia di Nanni Moretti, sull’opera dell’ambasciata italiana (ma anche della Chiesa cattolica) in Cile dopo il golpe del 1973, a favore dei dissidenti salvati dal regime criminale di Pinochet. E aggiungiamo, tra le sorprese, il piccolo film islandese La donna elettrica: per cinefili in cerca di film sconosciuti ma belli.

Interessanti, però…

Se quelli sopra sono i film che sono piaciuti di più a noi, ce ne sono altri che magari non ci convincono del tutto ma sono comunque apprezzabili (e magari troveranno tra i lettori consensi maggiori che tra noi: ci sta…). A cominciare da Cold War di Pawel Pawlikowski: per molti critici un vero capolavoro, questa storia d’amore in bianco e nero tra un uomo e una donna nella Polonia del dopoguerra e negli anni a venire, sempre divisi per motivi diversi e sempre pronti a riprendersi. Come il precedente film del regista, Ida (vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero), anche Cold War sta vincendo molti premi, anzi anche di più. E anche stavolta l’autore dimostra sicuro talento, e il suo film più di un motivo di interesse. Eppure, ci sembra un esempio di un “cinema d’essai” a tratti asfittico e punitivo, nei temi e nei toni. Sicuramente il film ha un’eccellente regia e fotografia  e due ottimi interpreti, molti spunti validi, e potrà piacere a più d’uno. Noi rimaniamo su un piano di ammirazione senza entusiasmo, di fronte a un melò freddo che non ci ha appassionato.

C’è poi la commedia francese 7 uomini a mollo, diretta dall’attore Gilles Lellouche stavolta dietro la macchina da presa a dirigere alcuni bravi colleghi. È la storia di un gruppo di uomini in crisi con se stessi per diversi motivi (lavorativi, sentimentali, familiari), che trovano una valvola di sfogo nella balzana idea di fare nuoto sincronizzato maschile. Fino all’ancora più folle idea di gareggiare ai mondiali di specialità… La storia ricorda tante altre simili, Full Monty su tutte: non tutti i personaggi (e attori) fanno simpatia, e quindi il coinvolgimento scatta poco; ma a tratti il divertimento ci può essere, soprattutto se non si pretende troppo. Nel genere preferiamo Non ci resta che vincere, ma si può vedere anche questo.

Altri titoli appena usciti o ancora in giro: Il Grinch, film di animazione anche e ambientazione natalizia, con un tasso di retorica controbilanciato dalla positività del messaggio e da qualche spunto interessante; Bumblebee, film per ragazzi dal sapore antico (se piacciono i film con le macchine animate); la fantascienza distopica di Macchine mortali; i gialli in parte convincenti Un piccolo favore e Il testimone invisibile.

E i film italiani?

Oltre a Il testimone invisibile, il cinema italiano ha puntato forte su quattro titoli, due usciti nel weekend prenatalizio e due che arriveranno tra poco, il 27 dicembre. E onestamente sono proposte mai del tutto convincenti.

Con Amici come prima c’è il ritorno in coppia di Massimo Boldi e Christian De Sica, di cui non siamo mai stati fans limitandoci ad apprezzare la verve comica quando era giusto farlo (e quando le volgarità non prendevano il sopravvento, cioè raramente). La reunion dopo 13 anni è ambivalente: a tratti la coppia funziona ancora, De Sica è in gran forma in tutto il film, mentre Boldi solo quando c’è il collega in coppia. La confezione e gli attori sono meno scadenti di altre volte, ma la storia non è un granché; e sono un peccato le poche ma inutili volgarità. Sul fronte d’autore, Capri – Revolution di Mario Martone ci sembra onestamente uno dei film più brutti del regista napoletano, a tratti ridicolo nel mostrare una comune ante litteram (anche se esistita veramente) nella Capri di inizio ’900 a contatto con la folcloristica popolazione locale e con le tensioni sociali e politiche di progressisti di diverse “correnti”.

Ora arrivano invece due commedie di grandi ambizioni e che a loro modo percorrono strade poco battute: con La Befana vien di notte di Michele Soavi abbiamo un fantasy anche per bambini, con Paola Cortellesi nel ruolo della protagonista dalla doppia vita (di giorno maestra elementare, di notte anziana con il nasone che si prepara a portare i doni il 6 gennaio…), film abbastanza divertente e movimentato ma che lascia la sensazione che – per quanto impegno ci si metta – a noi italiani certi film non siano congeniali (i cattivi sono da cartone animato, per quanto Stefano Fresi sia bravo); con Moschettieri del Re di Giovanni Veronesi abbiamo invece il quartetto Favino-Mastandrea-Papaleo-Rubini nei panni di D’Artagnan e soci, ormai in disarmo ma chiamati dalla regina (Margherita Buy) a una nuova, delicata impresa. Questo film ci ha convinto ancora meno, tra comicità non proprio raffinata e anche qualche scena un po’ troppo violenta per un film che vorrebbe divertire.

Ci sarebbe anche, ma è ormai difficile da trovare (è stato, ahinoi, una meteora), La prima pietra: commedia grottesca di Rolando Ravello, su una scuola multietnica che proprio alla vigilia di Natale diventa teatro di scontri dopo che un ragazzino musulmano, lanciando un sasso, ha mandato in frantumi una finestra e colpito due bidelli… Divertente e acuto, pur se sopra le righe: con un grande Corrado Guzzanti nei panni del povero preside… Per i milanesi: lo presenteremo il 7 gennaio alla ripresa della nostra rassegna La Febbre del lunedì sera (Skyline Multipex).

E nei prossimi giorni…

Oltre ai due ultimi film, altri ne escono nei prossimi giorni a feste già iniziate: alcuni li abbiamo già visti e a breve li recensiremo, altri li dobbiamo ancora vedere.

Tre i film indirizzati ai più giovani. Il giorno di Natale esce l’imperdibile film di animazione Spider-Man: un nuovo universo, per esempio, che piacerà ai bambini ma anche agli appassionati dell’universo Marvel e cinecomic in genere; e stavolta pure agli eventuali amici non fanatici o ferrati in materia, essendo questa storia – realizzata con grande creatività e tecnicamente molto bene – totalmente sganciata dall’”universo Marvel” dei film di supereroi alla Avengers: quindi, nessuno è tagliato fuori per manifesta incomprensione dei riferimenti… Della storia non diciamo nulla, se non che qui di Spider-Man non ce n’è uno solo, ma ben cinque…

A Capodanno poi uscirà un altro film di animazione, il sequel Ralph spacca Internet (anche questo ben fatto e pieno di creatività: il primo non fu un enorme successo, ma piacque molto a chi lo vedeva), sempre con la strana coppia Ralph-Vanellope; e il fantasy Aquaman, su un personaggio non molto famoso della Dc Comics che promette più divertimento rispetto agli ultimi, cupi film della casa rivale della Marvel.

Tra le altre proposte da Capodanno in poi, tre film passati in concorso alla Mostra di Venezia: il remake horror Suspiria di Luca Guadagnino che non ci aveva convinto; Il gioco delle coppie di Olivier Assayas, a tratti molto arguto e interessante anche se con troppe parole e intrecci; Van Gogh di Julian Schnabel che ha pregi (la prova di Willem Dafoe, gli aspetti visivi) e difetti (una narrazione un po’ piatta), ma che è interessante per il giusto spazio che dà alla spiritualità del pittore. Ma tra i film in uscita a inizio anno è molto atteso anche Vice – L’uomo nell’ombra, candidato a 6 Golden Globes, sulla figura del controverso Dick Cheney, vicepresidente Usa durante la presidenza di George Bush jr

Antonio Autieri

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...