Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

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Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale la scrittrice londinese Juliet Ashton inizia per caso la corrispondenza con un contadino di un’isola francese membro di un curioso club di lettura…

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Londra 1946, Juliet Ashdon scrive sotto pseudonimo libri umoristici di successo, è fidanzata con un soldato americano ed è molto amica del suo editore. Un giorno riceve una lettera da un allevatore di maiali dell’isola di Guersney, una piccola isola della costa settentrionale francese sotto la giurisdizione della Gran Bretagna che durante la guerra ha vissuto l’occupazione tedesca, e con questo individuo inizia per caso una corrispondenza che porta Juliet a conoscenza del “club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey”, un curioso club di lettura nato «per nascondere un maiale ai tedeschi». Juliet incuriosita da questa storia si reca sull’isola per conoscere il bizzarro club e i suoi ancora più bizzarri membri: ma, una volta tra loro, si rende conto che il club porta su di sé il peso di diverse tragedie e il peso dell’occupazione nazista.

Adattamento dell’omonimo romanzo del 2008 di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, produzione Netflix uscita in patria al cinema e da noi sulla nota piattaforma di streaming. È una storia curiosa che inizia con un’attrazione per corrispondenza (che un po’ ricorda il meraviglioso 84 Charing Cross Road) e man mano diventa un romanzo storico dai toni tipicamente inglesi che racconta un episodio poco noto della seconda guerra mondiale.
A dirigere il tutto c’è Mike Newell, grande accademico del cinema inglese dal sapore internazionale (è il regista di gioielli british come Un incantevole aprile e Quattro matrimoni e un funerale ma anche Harry Potter e il calice di fuoco e L’amore ai tempi del colera). Il risultato è il classico film letterario in costume, un po’ illustrativo forse, ma Newell racconta la storia con classe ed è bravo a stemperare il potenziale sentimentalismo in un caldo umanesimo tipico di prodotti inglesi di questo tipo, che a fine visione scaldano il cuore senza aver dato l’impressione di un’indigestione di melassa. Un film quindi con tutti i limiti, ma anche tutti i pregi, del grande cinema inglese, mai troppo originale, ma sempre solido, coinvolgente e in alcuni casi anche commuovente. Anche il cast è tipicamente british, capitanato dalla neo-diva Lily James, sempre più lanciata dopo i successi di Cenerentola, Baby Driver e L’ora più buia, e a seguire in ruoli minori volti noti come Matthew Goode (Match Point) e mostri sacri come Tom Courtney.

Insomma, un film che merita la visione e saprà intrattenere in modo intelligente raccontando di come la Storia in ogni modo arriva sempre a toccare e sconvolgere le vite degli esseri umani, ma anche di come esistono cose che permettono di non venire travolti dagli eventi, come l’amicizia (che permette di organizzare banchetti a tradimento!), l’amore e, perché no, anche un buon libro.

Riccardo Copreni

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