Cinema e altri mondi al Meeting

Cinema e altri mondi al Meeting

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Il nostro presidente Beppe Musicco con la ricercatrice Anna Miotello ©archivio fondazione meeting per l'amicizia fra i popoli

Un recente incontro a Rimini sulla fantascienza e sulle domande che veicola da sempre, tenuto dal nostro presidente Beppe Musicco

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Il cinema è da sempre una grande cassa di risonanza dell’umano, specchio del proprio tempo e rivelatore di ciò che agita il cuore dell’uomo. Per questo sin dalla sua nascita si è interrogato su questioni antiche quanto l’uomo stesso: siamo l’unica forma di vita nel cosmo? Qual è il nostro posto nell’universo? Se scoprissimo vita nell’universo, e magari anche vita intelligente, come cambierebbe la concezione che abbiamo di noi?

La risposta data dal cinema di fantascienza a questi quesiti è stata al centro dell’incontro “Cinema e altri mondi” tenuto da Beppe Musicco domenica 19 agosto al XXXIX Meeting di Rimini. Nella cornice dello spazio Exoplanets, dedicato alla ricerca dei pianeti extrasolari, il nostro presidente – introdotto da Anna Miotello, ricercatrice presso l’ESO (Osservatorio Europeo Australe) a Garching, in Germania – si è cimentato in un viaggio nella storia della settima arte per mostrare come l’uomo abbia raccontato sulla pellicola la propria sete di conoscenza dell’ignoto. Partendo però prima di tutto da una constatazione: che il cinema non è fatto solo di belle storie ed effetti speciali, ma è prima di tutto un luogo dove si pongono delle domande e si scopre qualcosa di sé attraverso l’esperienza di un altro.

L’intervento di Musicco ©archivio fondazione meeting per l’amicizia fra i popoli

 

Ed ecco allora che tanti film – citati da Musicco e di cui sono stati mostrati alcune sequenze – hanno provato a rispondere nei fatti alla domanda “cosa succederebbe se trovassimo vita nello spazio?”. Da Viaggio sulla Luna di Georges Méliès al più recente Arrival di Denis Villenueve, il rapporto dell’uomo con gli extraterrestri cambia e si articola.

Se in film come ne La guerra dei mondi di Byron Haskin o L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel gli extraterrestri – che spesso acquistano valenza di metafora politica – desiderano solamente conquistare la terra, in Arrival non è più tutto così bianco e nero: il rapporto con gli alieni investe molteplici problemi di linguaggio e non sempre l’extraterrestre viene per nuocere, è l’uomo anzi che si scopre molto più violento di quanto si sospettasse.

Paradossalmente quindi è proprio quando si entra in contatto con qualcosa di totalmente estraneo che si scopre di più la propria natura. È il caso di Solaris di Andrej Tarkovskij, dove il viaggio in su un pianeta sconosciuto si trasforma in un viaggio dentro se stessi. O di Mission to Mars di Brian De Palma, al termine del quale i protagonisti scoprono la vera origine dell’umanità, così come nel capolavoro di Stanley Kubrick, 2001: Odissea nello spazio. O del commovente Contact di Robert Zemeckis, esempio anche di apertura della ragione a una dimensione totalmente “oltre”. Mentre anche un film semplice come E.T. – L’extraterrestre di Steven Spielberg diventa l’occasione per scoprire come siano i bambini a saper accogliere il diverso come gli adulti non sanno più fare.

Viaggi verso l’oltre quindi, verso spazi e forme ignote che però si trasformano sempre in viaggi dentro l’uomo, le sue contraddizioni e la sua nostalgia di una casa e di un senso che non smetterà mai di esprimere tramite quel grande mezzo che è il cinema.

Cecilia Leardini

Tra i tanti partecipanti all’incontro, anche molti ragazzi ©archivio fondazione meeting per l’amicizia fra i popoli

Altri titoli citati durante l’incontro:

  • Star Trek (serie tv) iniziata negli anni 60
  • Una donna sulla luna di Fritz Lang (1928): in soli 20 anni è cambiato tutto dal Viaggio sulla Luna di Méliès: da uno spettacolo d’intrattenimento a un film di precisione scientifica incredibile.
  • Il pianeta proibito (1956) di Fred M. Wilcox: cosa succede ad un essere umano che vive su un altro pianeta e si allontana dalla sua civiltà di origine? Con un Leslie Nielson non ancora comico.
  • Destinazione… Terra! (1953) di Jack Arnold, una delle fonti principali dei rapimenti degli alieni.
  • Terrore nello spazio (1965), raro esempio di fantascienza/horror italiana diretto da Mario Bava, considerato un maestro in tutto il mondo.
  • Alien (1979) e il suo prequel Prometheus (2012), entrambi diretti da Ridley Scott
  • Explorers (1985), diretto da Joe Dante: la fantascienza attira anche i bambini…

 

 

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