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Poncharello e Baker sono due agenti motociclisti della California Higway Patrol. Hanno una missione: sventare una banda di rapinatori che si annida nel comando di polizia

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Castillo (Michael Peña) è un agente FBI che lavora sotto copertura. È spregiudicato e molto abile anche se i suoi metodi fanno storcere il naso ai superiori. Dopo un’operazione riuscita, in cui però ferisce un suo collega, viene infiltrato nel CHP (California Highway Patrol), un corpo di polizia dove dilaga la corruzione e dove è attiva una banda di rapinatori. Per lavorare gli viene data una nuova identità, quella di Frank Poncharello. Castillo/Ponch deve fare coppia con Jon Baker (Dax Shepard), un ex campione di motociclismo che si arruola con punteggi bassissimi solo per cercare di riconquistare la moglie che lo ha lasciato; ma è molto bravo in sella alla moto. L’improbabile coppia inizia così a lavorare. Dopo un’iniziale diffidenza, Ponch rivela a Baker la sua identità e i due si mettono così alla ricerca dei loro colleghi corrotti…
Chips è la seconda trasposizione cinematografica – dopo quella del 1998 – della popolare serie Tv di fine anni 70-inizio 80 che vedeva protagonisti Eric Estrada (l’originale Ponch, che qui ha un cameo finale) e Larry Wilcox (nei panni di Baker). Nel film di Shepard i toni, però, sono diversi. Se la serie Tv era lieve e i due poliziotti agivano senza praticamente sparare un colpo, qui non mancano sparatorie, esplosioni e una certa violenza. Certo, il film ha un tono da comedy ma con impostazione completamente differente rispetto alla serie. L’aspetto interessante del film è la differenza dei caratteri tra i due protagonisti, ognuno con i suoi problemi. Ponch, ad esempio, è ossessionato dal sesso mentre Baker, in crisi per il matrimonio fallito, a causa della terapia di coppia sostenuta negli anni ha sviluppato un certo intuito psicanalitico che lo aiuta nelle indagini. Shepard – che è anche sceneggiatore – avrebbe potuto costruire il film seguendo i dettami dell’action comedy (non male gli inseguimenti in moto) e dando al complesso un tocco di film giallo con i colpevoli da scoprire, invece di svelare praticamente subito il mistero. Poteva venirne fuori un film interessante. Quello che proprio non si capisce, invece, è perché spesso e volentieri il film viri su fastidiose e ripetute battute a sfondo sessuale (che non danno niente in più al film e non fanno ridere), scene trash (Baker è di stomaco debole e tende a vomitare…), momenti splatter un po’ fuori luogo (teste mozzate ad esempio) che non rafforzano ma indeboliscono il film. A nostro avviso, se si voleva celebrare la serie Tv, l’intento non è riuscito. Peccato. Molto meglio fecero Ben Stiller e Owen Wilson con Starsky & Hutch o, quest’anno, Zac Efron e Dwayne Johnson con Baywatch.

Stefano Radice

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