Cercatori di tesori

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Krzysztof Zanussi con Elettra Sofia Mauri e Beppe Musicco a Rimini

Film, incontri, scoperte e avvenimenti accaduti durante il Meeting di Rimini 2019. Anche quest’anno Sentieri del Cinema ha dato il suo contributo…

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In un’edizione del Meeting di Rimini (la numero 40, che si è svolta dal 18 al 24 agosto 2019) ricchissima di incontri e occasioni di bellezza, anche il cinema ha fatto la sua parte. Con la nostra mini rassegna ma anche con varie proiezioni legate ad altri momenti del programma, come Mother Fortress, il documentario di Maria Luisa Forenza che racconta i drammatici eventi di una Siria sconvolta dalla violenza seguendo le vicende di madre Agnes, badessa del Monastero di Qarah (a nord di Damasco) in una zona a lungo occupata e segnata dall’ISIS. Violenza cui madre Agnes e le consorelle rispondono con il prodigarsi per la popolazione e l’amore per il prossimo, da cui vengono ripagate. Ma altre proiezioni punteggiavano il programma, dal film di animazione Ancora un giorno tratto dal romanzo omonimo del giornalista polacco Ryszard Kapuściński al documentario The Brink – Sull’orlo dell’abisso su Steve Bannon, guru dei movimenti politici populisti, al reportage collettivo Tumarankè, composto da filmati girati dai cellulari di giovani migranti al termine di un workshop di educazione all’immagine.

Ma al cinema al Meeting anche Sentieri del Cinema ha dato un contributo di cui siamo orgogliosi, con la rassegna di 4 film selezionati insieme all’Ufficio Spettacoli del Meeting, cercando di “leggere” tra le proposte della stagione quelle che potevano echeggiare in qualche modo il titolo del Meeting 2019 (“Nacque il tuo nome da ciò che fissavi”, verso di una poesia giovanile di Karol Wojtyła). Proposte, accompagnate dalle nostre presentazioni e suggestioni finali, che ancora una volta hanno conquistato gli spettatori.

 La mini rassegna

Con Gli incredibili 2 si andava sul sicuro (la Pixar è molto amata dalle nostre parti), e così pure con il film dell’anno Green Book: ma che bello sentire le risate a scena aperta rimbombare in sala Neri… Non era invece scontato il grande successo di presenze e di gradimento per Il professore e il pazzo (anche se i temi messi in gioco erano ideali per il Meeting) in cui Mel Gibson e Sean Penn danno vita a un’altra amicizia improbabile e storia vera, ma in un quadro più cupo e drammatico del film con Mahershala Ali e Viggo Mortensen.

La serata più bella però è stata, in tutti sensi, l’ultima: quella di giovedì 22 agosto, con Solo cose belle, opera prima di Kristian Gianfreda. Per la proiezione del film, che quel giorno festeggiava un anno esatto dall’inizio delle riprese, si sono aggiunti all’autore molti interpreti e collaboratori del film, in una serata di festa davvero coinvolgente, che ha visto il tutto esaurito in sala (quasi 700 presenze!) e un bel dialogo con Gianfreda e gli altri ospiti al termine del film. Una serata indimenticabile per molti, a cominciare da chi scrive.

La presentazione di Solo cose belle di Kristian Gianfreda

Gli incontri

Gianfreda, riminese e quindi di casa in Fiera, ha peraltro passato vari giorni al Meeting tra incontri vari. Perché il Meeting è un luogo in cui gli incontri non sono solo quelli del programma, ma avvengono inaspettati: e da questi scaturiscono amicizia, desiderio di rivedersi, idee per il futuro. Il giorno dopo, per esempio, era ad ascoltare uno degli ospiti del Meeting, il regista e sceneggiatore Gennaro Nunziante protagonista dell’incontro “In commedia stat virtus” e intervistato da Otello Cenci, regista teatrale e direttore artistico del Dipartimento Spettacoli Fondazione Meeting. Nunziante ha messo in luce gli elementi della sua formazione – umana, culturale e cinematografica, con citazione visiva finale da Le notti di Cabiria di Federico Fellini – sottolineando come spesso la commedia sia una chiave di comprensione del reale più “comprensiva” di altre forme narrative. Ma pochi giorni prima un grande maestro come il regista polacco Krzysztof Zanussi, in un dialogo condotto dal nostro presidente Beppe Musicco e condotto dalla sceneggiatrice Elettra Sofia Mauri (profonda conoscitrice dell’opera di Zanussi), abbia festeggiato i suoi 80 anni e i 40 del Meeting (cui ha partecipato numerose volte, a partire addirittura dalla seconda edizione nel 1981!) sottolineando le linee ispiratrici della sua arte: l’importanza della parola (così pregnante e carica di senso), la profonda eticità delle sue storie in cui domina il tema del Destino, lo sguardo di profonda umanità su personaggi inquieti alla ricerca di un significato dell’esistenza, l’ancoraggio alla storia e ai valori del suo popolo nonché l’amicizia con papa Giovanni Paolo II. E anche il rapporto con il cinema italiano, con la bella sequenza scelta da La strada di Fellini.

E, a ritroso, il primo giorno di Meeting si era svolta una particolarissima lezione di cinema da parte di un giovane e brillante docente introdotto da un’altrettanto brillante e giovanissima studentessa e sceneggiatrice: i “nostri” Raffaele Chiarulli e Claudia Munarin. Chiarulli ha definito il mestiere del critico cinematografico nel modo più poetico e suggestivo possibile: «Un critico è un cercatore di tesori, un esploratore. E il film è la mappa con cui cercare il tesoro nascosto», con curiosità, attenzione, gioia e umiltà. Non avremmo potuto dire di meglio quello che facciamo, da quasi vent’anni, in Sentieri del Cinema. Un’opera da cui sgorgano di continuo occasioni come quelle di Rimini. In cui, poi, ci capita di presentare le “cose belle” scoperte nella nostra ricerca di tesori.

Claudia Munarin e Raffaele Chiarulli

Antonio Autieri

 

About the author

Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...