Cenerentola

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La dolce e gentile Ella, soprannominata Cenerentola dalla matrigna e dalle sorellastre, grazie alla sua Fata madrina partecipa al ballo e lì incanta il Principe…

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Sontuosa rivisitazione live action di una delle fiabe più amate, la pellicola diretta con la consueta abilità da Kenneth Branagh non cerca di spiazzare il suo pubblico, come accaduto per esempio con Maleficent (fin dal titolo rilettura “alternativa” e femminista de La bella addormentata nel bosco), anzi. L’intento evidente, perseguito con coerenza anche a livello visivo, è di ridare al pubblico, e soprattutto ai bambini, un racconto molto fedele al cartone animato disneyano, semplice (forse anche troppo) nella trama, lineare nel percorso, con antagonisti senza troppe sfumature e nessuno dei ricami gotici che sono stati la cifra più riconoscibile delle recenti riletture delle fiabe più note. ,Il cast è ricco e azzeccato, con un bel mix tra attori lanciati da serie televisive di successo (Richard Madden da Game of Thrones, Lily James e Sophie McShera da Dowton Abbey) e nomi da grande cinema (Cate Blanchett, Helena Bonham Carter, Stellan Skargård, ma anche Ben Chaplin e Derek Jacobi in ruoli minori) a dare smalto all’operazione, mentre alla scenografia troviamo un nome del calibro di Dante Ferretti.,La sceneggiatura di Chris Weitz, va detto, si permette poco in termini di invenzioni narrative, e salvo un piccolo affondo sul passato della matrigna e qualche accenno di intrigo a corte (dove il granduca preme per una sposa “flamenca” e la matrigna cerca di inserirsi come può in questo gioco), evita conflitti profondi e non fa proprio nulla per complicare la storia d’amore tra la dolce Ella e il suo Principe, al punto che i dubbi della fanciulla all’indomani del ballo sembrano francamente poco credibili… Del resto il personaggio di Ella/Cenerentola, buonissima dall’inizio alla fine sulla scorta del monito di sua madre (si gentile e abbi coraggio, o si potrebbe dire, facendone un manifesto… abbi il coraggio della gentilezza), detta il tono all’intero racconto che piacerà ai più piccoli sia per questa sua programmatica semplicità che per l’efficacia visiva con cui gli incantesimi della madrina prendono vita trasformando animali e ortaggi in tutto il necessario per portare Cenerentola al ballo.,Forse meno convinti saranno gli adulti che da un live action, per di più blasonato come questo, si sarebbero aspettati qualche sfumatura in più, forse qualche sorpresa in termini di intreccio (che qui invece, per riuscire ad arrivare ai 100 minuti, si affida anche a un lunghissimo prologo) e complicazioni e invece, pur apprezzando l’eccellenza di regia e messa in scena, nonché le interpretazioni, tutte convincenti, si sentiranno un po’ tagliati fuori, costretti a misurare la distanza tra un film per bambini e una fiaba per tutti.,Luisa Cotta Ramosino,

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