Burn After Reading – A prova di spia

Burn After Reading – A prova di spia

- in ARCHIVIO, FILM
5371
Commenti disabilitati su Burn After Reading – A prova di spia

Silurato dalla CIA per i suoi problemi con l’alcol, Osborne Cox inizia a scrivere un libro di memorie, ma dimentica in palestra il cd che contiene il file. A trovarlo è un istruttore che pensa di fare il “colpo grosso” ricattando l’ex agente.

Download PDF

Definire “caustico” l’ultimo film dei fratelli Coen è solo approssimativo. Gran parte della notorietà dei due registi americani risiede nell’aver messo a nudo con grande ironia le contraddizioni della democrazia, le leggi del successo, le aspettative del sogno americano, in film come “Mister Hula Hoop”, “Fargo”,”Il grande Lebowski” e altri ancora. Ma ogni volta sembra che il disincanto sulla condizione umana diventi più acuto e che il divertimento mascheri solo fino a un certo punto lo sgomento per l’assurdità dei comportamenti dell’uomo moderno. La scelta di attori famosissimi (Clooney, Pitt, Malkovich, la Swinton e la Mc Dormand) come interpreti rende ancora più stridente la volontà dei registi: sarebbe lecito aspettarsi una commedia alla “Ocean’s Eleven”, ma si scopre ben presto che le gag portano in tutt’altra direzione. Il film si apre infatti con una lunghissima zoomata che dalla stratosfera arriva alla sede della CIA, per cominciare a mostrare il declassamento del protagonista, Osborne Cox (Malkovich), cui vengono tolti gli incarichi di responsabilità a causa della sua dipendenza dall’alcol. La scelta di scrivere le proprie memorie cozza col sarcasmo della moglie (Tilda Swinton), che nel frattempo lo tradisce con un altro uomo (Clooney, un agente che – pur sposato con una donna bella e intelligente – non disdegna avventure occasionali). Il cd che contiene il file (e altro…) viene smarrito e ritrovato nella palestra, scatenando la bramosia di un vanesio istruttore (Brad Pitt). Questi imbastisce un ricatto con un’impiegata dell’amministrazione (Frances McDormand) che cerca l’anima gemella su Internet e pretende di rifarsi da capo a piedi con la chirurgia estetica, non si capacitandosi di come la propria assicurazione sanitaria non assecondi la sua ricerca di un’identità più confacente. Già così i personaggi finora entrati in scena sono un raro campionario di menzogne, presunzione e idiozia . Ma le cose non potranno che peggiorare, visto che ricattatori non ci si improvvisa, e gli americani hanno la brutta abitudine di girare armati. Le situazioni ridicole, grottesche e criminali si susseguono in rapida successione verso un finale macabro e disarmante al tempo stesso, dove nessuno avrà capito né imparato alcunché. Come molti hanno fatto notare, “Burn After Reading” non è il migliore dei film dei Coen, non raggiunge la profondità de “L’uomo che non c’era” o la genialità di “Fargo”. Però le capacità del cast e i dialoghi sono veramente impressionanti e contribuiscono ad alleggerire quello che una volta sarebbe potuto passare per un film “di denuncia” e che invece diventa un’occasione per ridere. Molto amaramente.,Beppe Musicco

About the author