Bronx

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Un ragazzino, in un tranquilla giornata della sua esistenza, assiste ad un omicidio (opera di un importante boss del quartiere). Non testimonierà del tragico fatto e per questo sarà ringraziato.

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Traendo spunto da una pièce teatrale, De Niro mette in scena un’opera matura sull’educazione e sulla paternità, concentrando l’attenzione su un ragazzino, che -nel momento difficile di passaggio da adolescenza e maturità- cerca di trovare dei maestri da seguire, passo dopo passo.,Siamo nel Bronx, famoso quartiere newyorchese, teatro di storie violente e vite ai margini della grande mela; un microcosmo dove convivono tutte le contraddizioni della razza umana e dove le uniche regole riguardano il controllo e la spartizione dei territori. In tale contesto si svolge la storia raccontata nel film. Essere stato testimone involontario del delitto cambierà la vita di Calogero – questo il nome del bambino – poiché il boss cercherà di occuparsi di lui tentando di insegnargli a vivere. A suo modo il gangster ha una sua strategia pedagogica: per crescere in modo completo bisogna fare l’università e nello stesso tempo imparare dalla strada. Ma il ragazzo un padre ce l’ha già: un onesto lavoratore che non crede in una vita senza sacrifici. Quest’ultima figura in tutta la storia, dovrà affrontare il dramma di un uomo al quale lentamente stanno portando via il figlio che si allontana sempre di più da lui, non tanto fisicamente (questo è il vero dramma) ma da tutto quello che gli ha insegnato. Tuttavia è contraddittoria la figura del boss nel rapporto con il giovane: si capisce nel percorso del racconto filmico, che il suo desiderio è quello di porsi come un maestro di vita più che ad essere uno che insegna diventare dei duri o a fare soldi facili. Questo aspetto rivela la voglia di paternità, ma il ragazzo fraintende e lo imita negli aspetti peggiori. Tanti sono gli episodi all’interno della storia che comunicano l’esigenza naturale di un essere in crescita nel cercare riferimenti per la propria identità, e dall’altra la vocazione, altrettanto naturale degli adulti, di educare. Quello che commuove, è il vedere quest’ultimo aspetto appartenere anche al boss: difatti il ragazzo sarà per lui (pur continuando a fare la sua losca vita) una sorta di riscatto o piccola personale redenzione. Ma protagonista di tutta la vicenda è il giovane, anzi, la sua libertà che lo confonderà nello scegliere chi seguire. Sta proprio qui il perno di tutta la storia: la libertà del ragazzo è continuamente chiamata in causa e i grandi, che in questo caso sono grandi davvero, il padre ma anche il boss, stanno lì continuamente a provocarla. La scelta finale vede, comunque, vincente il padre, che vedrà ripagati l’amore e gli sforzi investiti nella crescita e riconquista del proprio figlio.,"Talento sprecato" questa è la frase ricorrente nella pellicola e sarà la frase che dirà alla fine della storia il ragazzo al boss, che giace in una bara morto ammazzato; è la frase che il padre continuamente dice al figlio parlandogli dei doni che ognuno di noi ha e di come la libertà possa sprecarli o no.,

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