Blood

Blood

- in ARCHIVIO, FILM
4840
Commenti disabilitati su Blood

Due fratelli poliziotti investigano sul terribile caso di una ragazzina uccisa a coltellate.,

Download PDF

Thriller solido e ben diretto da Nick Murphy, già autore dell'interessante 1921 – Il mistero di Rookford. Non dice nulla di nuovo quanto a forma e contenuti, ma lo dice bene: la narrazione è molto classica e prende le mosse dal ritrovamento di una dodicenne massacrata vicino a un parco giochi. Chi sarà il colpevole?, si chiedono i due poliziotti Joe (Paul Bettany) e Chrissie (Stephen Graham), agenti duri, dai modi di fare assai bruschi e figli di Lenny Fairburn (Brian Cox), l'ex capo di polizia ora in pensione ma ormai incapace, per una dolorosissima malattia, di intendere e di volere. Chi sarà stato? La domanda percorre ossessiva l'azione dei due fratelli e la svolta accade quando i sospetti cadono su un losco figuro, con gravi problemi mentali, con alle spalle precedenti di molestie a ragazzini. Utilizzando tutti gli elementi classici del thriller, dalla suspense al realismo della messinscena, alla gestione intelligente di un paio di colpi di scena, l'inglese Nick Murphy realizza un buon prodotto a partire da una solida sceneggiatura di Bill Gallagher, al primo lungometraggio dopo tanti anni di serie tv e autore di Conviction, la serie inglese di cui Blood è una sorta di rivisitazione cinematografica. L'obiettivo infatti, non è tanto sull'azione o, peggio, su particolari morbosi e scabrosi, ma sul cuore dei personaggi che si trovano invischiati in una brutta, sanguinosa storia. In particolar modo il tratteggio dei tre poliziotti protagonisti, i due fratelli e il freddo e malinconico agente Seymour (interpretato dal solito grande Mark Strong) è riuscito e avvicina il pubblico al dramma personale dei tre uomini. Da un lato, il rapporto travagliato e contraddittorio di Joe e Chrissie: il primo duro, violento e istintivo ma anche animato da una ricerca della giustizia per cui sarà pronto a sacrificare la propria vita, il secondo con un profilo meno spigoloso, che ha sempre vissuto all'ombra del fratello e, nel pieno di un'indagine che lo sconvolgerà, sogna di potersi sposare la bella Jemma (Zoe Tapper). In mezzo ai due, un padre padrone, ormai fantasma di se stesso, terribilmente solo, sommerso da frammenti di ricordi che una crudele malattia gli impedisce di ricomporre. Solerti e comprensivi con un padre che in alcuni momenti neanche sa più riconoscerli, durissimi con il male che ogni giorno si ritrovano per strada e che cercano di punire senza pietà, i due hanno un collega che ha sempre vissuto isolato e quasi distaccato all'interno del corpo della polizia, l'agente Seymour, altro personaggio interessante e ben scavato e che nelle indagini pone a fianco di quello che potrebbe essere considerato un metodo razionale e oggettivo anche gli interrogativi della propria coscienza chiamata in causa quando finalmente le prove inchioderanno il colpevole. Thriller morale, quindi, che guarda senz'altro al modello altissimo di Mystic River che Murphy cita in più di un'occasione, nell'utilizzo di scenari autunnali, nel forte simbolismo dell'acqua e anche nella caratterizzazione di personaggi a tutto tondo. Manca qualcosina nella parte centrale: la dimensione domestica e dei rapporti familiari dei due fratelli è appena abbozzata così come alcune svolte dell'indagine potranno apparire un po' sbrigative, ma nel complesso il film registra una buona dose di tensione e soprattutto crea un'empatia, un rapporto vero e sincero tra spettatore e protagonisti, impegnati con tutto se stessi in una vicenda più grossa di loro. E destinati, un po' come nel capolavoro di Eastwood, a convivere per sempre con fantasmi terribili, disperatamente soli, come ricorda un bel finale, in quella che è forse la sequenza più simbolica e struggente dell'intero film.,Simone Fortunato

About the author