Attenti a quelle due

Attenti a quelle due

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Due truffatrici (una di alto livello, l’altra decisamente meno), si contendono la stessa piazza, una esclusiva località della Costa Azzurra.

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Remake al femminile di Due figli di…, film del 1988 diretto (con ben altra verve) da Frank Oz, con Steve Martin e Michael Caine, Attenti a quelle due punta tutto sulla fama di Anne Hathaway e della meno nota da noi Rebel Wilson. La prima interpreta Josephine Chesterfield, stabilmente residente nella immaginaria località di Beaumont surMer, nella riviera francese; grazie alla complicità di un’agente della polizia locale, inanella una serie di truffe ai danni dei ricchi frequentatori del casinò e degli alberghi sul lungomare. La Chesterfield è bella, intelligente e multiforme: riesce a spacciarsi indifferentemente per goffa ereditiera, ingenua turista o elegantissima donna di mondo e lucrare sulla dabbenaggine degli uomini che le cascano ai piedi. Il perfetto meccanismo è però messo in crisi dall’arrivo a Beaumont di Penny Rust (Rebel Wilson), una goffa e volgare truffatrice da quattro soldi che decide che il posto è perfetto per anche per lei, e che non ha nessuna intenzione di lasciare che tutto vada alla bella ed elegante Josephine.

Il film non fa niente per discostare le due attrici dal loro tipo, ma lo fa nel modo sbagliato. La Hathaway, a cui in altre occasioni sarebbe bastato inarcare un sopracciglio per ottenere l’effetto desiderato (si pensi a Ocean’s 8), qui è perennemente sopra le righe, calcando troppo la mano ed esagerando un personaggio cui basterebbe molto meno. Rebel Wilson, forte del suo aspetto fisico fuori dai canoni, diventa una figura volgare che non stonerebbe in un cinepanettone italiano infarcito di umorismo intestinale e sesso pecoreccio. C’è qualche battuta divertente, qualche situazione che si vorrebbe rendere più felice, ma il tono generale è veramente scarso. Ed è un peccato, perché comunque si intravedono perfettamente le doti delle due protagoniste, che se fossero state valorizzate più elegantemente avrebbero anche superato l’originale dell’88. Così invece si riesce solo ad ammirare l’eleganza delle mise della Hathaway, e quanto siano sprecate.

Beppe Musicco

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