Assolo

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Una donna di cinquant’anni deva fare i conti con la solitudine, dopo due matrimoni e un’altra relazione fallimentari

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Assolo (id.)
Italia, 2016 – 97’
Genere: Drammatico
Regia di: Laura Morante
Cast principale: Laura Morante, Francesco Pannofino, Carolina Crescentini, Gigio Alberti, Piera Degli Esposti, Emanuela Grimalda, Antonello Fassari, Marco Giallini, Lambert Wilson, Donatella Finocchiaro, Angela Finocchiaro, Eugenia Costantini, Edoardo Pesce, Filippo Tirabassi, Giovanni Anzaldo
Tematiche: amore, solitudine, autostima, psicanalisi, matrimonio
Target: da 14 anni

Una donna di cinquant’anni deva fare i conti con la solitudine, dopo due matrimoni e un’altra relazione fallimentari

Recensione

Messi in scena dalla sua fervida fantasia o raccontati dalla viva voce della protagonista alla psicanalista, i sogni della cinquantenne Flavia sono già rilevatori della sua scarsa autostima. La donna, bella ma fragile dopo la fine anche del secondo matrimonio, si lascia andare alla tristezza e all’angoscia per la propria condizione solitaria, cui non è mai stata abituata (mentre le successive unioni degli ex mariti sembrano andare benone: e lei rimane a frequentare le nuove famiglie). La goccia che fa traboccare il vaso è il rapporto con un uomo sposato, francese, che non dà seguito alle promesse di lasciare la moglie per lei; decide anzi di scaricarla, lasciandola sola e disperata. Soprattutto, incapace di concepirsi da sola, e in balia dei propri sentimenti e frustrazioni, circondata da persone che la aiutano poco (figli compresi). Mentre anche al lavoro non va meglio…
Se la voce fuori campo di Flavia è autoironica – in un linguaggio medico da psicanalisi – nel registrare fallimenti e passi falsi della donna, i tanti episodi della sua vita sono narrati con brio grazie alla classe della protagonista Laura Morante, qui anche al suo secondo film da regista, e a un ricco parterre di spalle di notevole valore: gli ex mariti Francesco Pannofino e Gigio Alberti, l’amante Lambert Wilson, il collega Marco Giallini (tra i più in forma), le amiche o rivali Carolina Crescentini, Donatella Finocchiaro, Angela Finocchiaro, Eugenia Costantini, Emanuela Grimalda, e mettiamoci pure i due giovani figli interpretati da Filippo Tirabassi e Giovanni Anzaldo che la trovano superata… E soprattutto Piera Degli Esposti – bravissima come sempre – nei panni della dottoressa Grunewald che cerca di farla uscire dalle sue paure. Meno bene funziona il film con i suoi messaggi: la metafora dell’assolo suona un po’ telefonata, l’accudimento della cagnolina maltrattata cui lei sola sa dare amore non va molto meglio. Ne esce il quadro – divertito e a tratti divertente – di una donna offesa dagli eventi e dalle persone circostanti, volgari o egoiste: quando capirà Flavia che può vivere benissimo anche da sola (si spera non con le modalità che le suggeriscono alcune amiche)? O comunque non morbosamente dipendente dagli altri?
Divertente e angosciante al tempo stesso, un po’ profondo e un po’ vacuo, Assolo denota una maturazione della Morante come regista, mentre come attrice è sempre più brava e raffinata, capace di venir fuori con eleganza anche da situazioni imbarazzanti o a rischio di volgarità (che pure suonano un po’ troppo sopra le righe). Soprattutto, come regista riesce a tirar fuori il meglio da una coralità di attori che hanno il loro spazio e al contempo fanno risaltare le sue qualità di solista. Il punto debole del film sono però la storia e la sceneggiatura, che via via perdono mordente sino a un finale poco incisivo, in cui l’evoluzione della protagonista è così veloce da risultare troppo fragile e poco credibile: scritto con l’ex marito Daniele Costantini che collabora anche alla regia, Assolo rimane un film gradevole e curioso, capace magari di suscitare solidarietà in un pubblico femminile ma poco significativo come opera in grado di segnalare una nuova autrice cinematografica. Peccato: l’impressione è che bastasse poco per un risultato più convincente.

Antonio Autieri