Arrivano i prof

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Il Liceo Manzoni ha la più alta percentuale di bocciati. In “soccorso” degli alunni il provveditore decide di mandare i peggiori insegnanti

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Il Liceo Manzoni ha un problema. La più alta percentuale di bocciati all’esame di maturità. Il provveditore convoca il preside e gli dice che, se a fine anno almeno il 50% degli alunni non sarà promosso, il liceo chiuderà. In “soccorso” alla scuola il provveditore decide di inviare la squadra dei peggiori insegnanti in circolazione che dovranno risollevare le sorti degli studenti. Un piano diabolico per far chiudere effettivamente la scuola…

Trasposizione italiana del francese Le profs, il film di Ivan Silvestrini non convince per i limiti della sceneggiatura. La parte più divertente del film è sicuramente la prima quando si ride al momento della presentazione degli scalcinati professori. Abbiamo il docente di matematica (Claudio Bisio) che fa giocare alla play station gli alunni; l’improbabile docente di inglese (Nunzia Di Biase) che tira i gessetti a chi non pronuncia bene la lingua (spunto interessante, ma ripetuto troppo spesso); il professore di chimica (Maurizio Nichetti, che torna al cinema dopo anni) che, senza dire una parola, fa esplodere le aule ad ogni esperimento; l’insegnante di filosofia (Pietro Ragusa) che intrattiene con frasi esistenziali ad effetto che lasciano attoniti gli studenti; il professore di educazione fisica (Alessio Sakara) che mette ko gli alunni con i suoi esercizi; la professoressa di italiano (Shalana Santana) che è solo bellissima; e infine il professore di storia (Lino Guanciale) che dovrebbe insegnare il 900 ma è fissato con Giulio Cesare.

Il problema è che l’evolversi della storia è molto debole dal punto di vista della sceneggiatura. Non esiste alcuna riflessione, seppure in chiave da commedia, sul ruolo degli insegnanti, della scuola e dell’educazione. Viene un po’ buttato lì il tema della chiusura forzata delle scuole pubbliche per spingere gli alunni a passare agli istituti privati. Sono deboli, poi, le interpretazioni degli alunni tra i quali si nota il rapper Rocco Hunt qui nei panni di un indisciplinato studente che cerca di convincere la secchiona della classe, di cui è innamorato, a non impegnarsi «tanto, fuori di qui, per noi non c’è speranza». In questo contesto, il discorso motivazionale che Bisio & Co. fanno agli studenti a ridosso dell’esame di maturità, rivendicando il loro modo alternativo di insegnare puntando sulla passione, risulta proprio stonato agli occhi dello spettatore. Un’occasione persa di affrontare temi delicati in un contesto leggero. Cosa rimane, quindi? Il “mestiere” di Bisio, il piacere di aver rivisto Nichetti in un film e qualche gag divertente.

Aldo Artosin

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