Darren e Steve, uno il classico bravo ragazzo, l’altro un combinaguai proveniente da una famiglia disastrata, sono amici da sempre nonostante l’ostilità dei genitori di Darren, che temono la cattiva influenza di Steve. Quando in città arriva, solo per una notte, il misterioso Cirque du Freak, Steve convince Darren ad andare. Qui, però, Steve riconosce in uno degli “artisti” Larten Crepsley, un famoso vampiro, e gli chiede di essere trasformato ricevendo un netto rifiuto. Darren, invece, sottrae un pericolosissimo ragno, che finisce per pungere proprio Steve. In cambio dell’antidoto per salvare il suo amico Darren accetta di diventare “aiuto-vampiro”, lasciando la sua famiglia e la sua vita perfettamente programmata per affrontare un’esistenza di pericoli. I vampiri, infatti, sono divisi da una secolare faida tra quelli che uccidono per nutrirsi e quelli che non lo fanno…,Tratto dai primi tre romanzi di una delle ormai moltissime saghe fantasy per adolescenti, questa modesta pellicola ha il principale difetto di accumulare situazioni e personaggi (anche interessanti, grazie agli interpreti di livello) senza riuscire a creare un’avventura degna di questo nome, nonostante tra gli autori si trovino un solido regista come Paul Weitz (American Pie, ma anche In Good Company e About a boy) e uno sceneggiatore come Brian Helgeland (L.A. Confidential, Mystic River, Robin Hood).,Il fascino visivo del mondo dei freak messo in scena dagli autori non è sufficiente a dare una spina dorsale a una vicenda in cui la natura dello scontro fondamentale tra le fazioni di vampiri, orchestrato dal misterioso Mr.Tiny, è da una parte banale e dall’altra schiacciata verso un finale che ha il sapore di un lancio per un fantomatico seguito piuttosto che l’efficace conclusione di un film a sé. La debolezza della figura del protagonista (e del suo schematico amico/antagonista) non aiuta a farsi coinvolgere e l’approdo finale, con tanto di moralina appiccicata (non importa quello che sei, ciò che importa è chi sei), poco aggiunge a quanto abbiamo visto.,Il confronto con prodotti simili dedicati al target adolescenziale evidenzia i limiti di un film che non riesce a cogliere e sfruttare fino in fondo i dubbi e dilemmi dei ragazzi, amplificandoli attraverso gli stilemi del racconto di genere, in questo caso l’horror-fantastico. Più riuscita, per esempio, la figura del mentore Crepsley, anche se pure in questo caso si ha l’impressione che la parte più interessante del personaggio resti fuori dal racconto sullo schermo…,Se la speranza degli autori era quella di esplorare in altri episodi il mondo dei freak e il racconto della guerra tra le fazioni dei vampiri guidate dai due ex amici Darren e Steve resteranno delusi: in un mercato straboccante di pellicole dai valori produttivi resi quasi equivalenti dall’utilizzo di effetti speciali computerizzati di ottimo livello, solo una storia ben costruita e capace di toccare corde universali ha la possibilità di dare un tocco di distinzione e rendersi in qualche misura memorabile.,Luisa Cotta Ramosino