Adorabile nemica

Adorabile nemica

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Un’anziana donna d’affari commissiona a una giovane giornalista del quotidiano locale il suo necrologio

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La protagonista del film è Shirley MacLaine, premio Oscar nel 1984 per Voglia di tenerezza ma soprattutto protagonista di molti film di successo (L’appartamento, Irma la dolce, Sweet Charity, Oltre il giardino, per citarne alcuni), diretti dai più grandi registi della storia del cinema. E per chi apprezza lo smisurato talento della MacLaine e ne conosce la filmografia, la recensione di Adorabile nemica potrebbe anche terminare qui.

Per i più giovani invece diremo che Shirley MacLaine, come molti attori della sua età, interpreta un personaggio anziano, scontroso, antipatico e abituato a comandare. Di nome fa Harriet, e fa la sua comparsa in scena presentandosi al quotidiano locale (al quale l’azienda da lei fondata forniva la pubblicità), pretendendo che la redattrice che scrive i necrologi, Anne (Amanda Seyfried), ne prepari uno per lei in anticipo, in modo da poterlo controllare. Dato che il servizio verrà abbondantemente ricompensato, il direttore accetta e la giornalista, pur di malavoglia, visto il tipo che ha di fronte, inizia ad incontrare le tante persone che hanno avuto a che fare con Harriet, per scoprire che tutti hanno pessimi ricordi di lei. Stupita, Harriet costringe Anne a rifare con lei il giro, per rendersi conto in prima persona se quel che si dice è vero. Da qui una serie di bizzarri incontri e altrettanto imprevedibili decisioni (l’idea di occuparsi di una bambina di colore “a rischio” per poterlo mettere nella propria biografia, la scelta di fare la dj mattutina gratis per la radio locale, e così via) che hanno l’effetto di far aprire gli occhi ad Anne sulla vera natura dell’anziana donna, che in molti casi è stata sottovalutata e le cui decisioni spesso sono state mal giudicate.

Situazioni che, per quanto inverosimili, risultano quantomeno gustose (da non perdere l’incontro con l’altrettanto nevrotica figlia interpretata da Anne Heche), visto che sono interpretate da un mostro sacro come la McLaine e ben coadiuvate dalla Seyfried e dagli altri attori. Il risultato è una commedia divertente su una donna ossessionata dal controllo (non per niente il titolo originale è “L’ultima parola”), che riesce però a trovare il tempo per mettersi in discussione, e perché chi l’ha conosciuta possa cambiare un’opinione troppo spesso dettata dalla fretta o dal pregiudizio.

Beppe Musicco

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