Addio a Vittorio Taviani

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Vittorio Taviani, a sinistra, insieme al fratello Paolo

Con il fratello Paolo diresse tra gli altri “Padre padrone”, “La notte di san Lorenzo” e “Cesare deve morire”

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Un giorno dopo la scomparsa di Milos Forman arriva la notizia che si è spento un altro grande del cinema: Vittorio Taviani, classe 1929, che in quasi settant’anni di carriera ha firmato assieme al fratello Paolo (di due anni più giovane) alcuni tra i più importanti e più premiati film italiani ed europei.

I due fratelli, pisani di nascita ma romani di adozione, esordiscono alla fine degli anni 50 con alcuni documentari politici. Negli anni 60 si avventurano nella fiction attraverso co-regie con Valentino Orsini (Un uomo da bruciare, I fuorilegge del matrimonio), mentre nel 1967 con I sovversivi realizzano il primo film autonomo e due anni dopo raggiungono il successo con Sotto il segno dello scorpione.

I due registi poi si concentrano sui film di argomento storico e politico e sugli adattamenti letterari, lavorando spesso anche per la televisione, firmando nel corso degli anni: Allosanfan, San Michele aveva un Gallo (da Tolstoj), Kaos (dalle novelle di Pirandello), Good Morning Babilonia, Il sole anche di notte (ancora Tolstoj), Le affinità elettive (Goethe), La masseria delle allodole (dal romanzo di Antonia Arslan sul genocidio armeno). Tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni  80 i due fratelli ottengono anche i massimi riconoscimenti internazionali con Padre padrone (Palma d’oro a Cannes) e La notte di San Lorenzo (premio speciale della giuria sempre a Cannes), considerati i loro capolavori. In totale saranno 18 i lungometraggi per il cinema, più le produzioni tv e i documentari.

Nel 2010 i Taviani dopo più di mezzo secolo di carriera e superati gli ottant’anni realizzano sorprendentemente con spirito sperimentale e “giovanile” uno dei loro film migliori, e uno dei titoli italiani più importanti di questo inizio di XXI secolo: Cesare deve morire, docudrama vincitore dell’Orso d’oro a Berlino e di 5 David di Donatello. Negli ultimi anni tornano a lavorare sui testi importanti come il Decameron in Meraviglioso Boccaccio e il Fenoglio di Una questione privata, uscito solo qualche mese fa e già diretto solo da Paolo Taviani a causa della già avanzata malattia di Vittorio.

Oggi perdiamo un pezzo di quello che è il sodalizio più significativo della nostra storia cinematografica.

Riccardo Copreni

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