Adam

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Adam, giovane malato della “Sindrome di Ansperger”, e Beth, giovane scrittrice in crisi, intrecciano un’improbabile relazione…

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Presentato come una commedia romantica inusuale, questo piccolo film indipendente americano dal sapore dolceamaro è molto più di questo. Usando come sottotesto dichiarato il “Piccolo Principe” di Saint-Exupéry, Adam racconta con delicatezza e profondità un rapporto di amore e amicizia tra due persone ugualmente fragili rispetto alla vita che, pur attraverso errori e tradimenti, daranno molto l’una all’altra.,La sindrome di Ansperger, di cui soffre Adam, è una forma lieve di autismo che rende chi ne soffre incapace di percepire ed interpretare i sentimenti altrui (ma anche di esprimere i propri), limitando fortemente le possibilità di interazione con gli altri esseri umani e rendendo, ad esempio, impossibile comprendere forme di espressione figurate o metaforiche, battute o sottointesi. Per Adam quanto lui o gli altri dicono è da intendersi in senso letterale, impossibile scoprire l’inganno anche solo di un complimento di cortesia o intuire una richiesta di aiuto a meno che non gli venga posta esplicitamente, se richiesto di una spiegazione tecnica va avanti fino ad una esplicita richiesta di stop. ,Il suo può sembrare un mondo in bianco e nero, privo di sfumature, ma apre anche sprazzi di improvvisa e stupefacente poesia (come quando mostra il suo “planetario” domestico alla nuova vicina o al guida alla scoperta degli animali notturni al Central Park).,Questo suo candore disarmante è quello che sfida inizialmente la sua nuova vicina Beth, scrittrice di libri per bambini (e per questo a suo agio invece con la metafora) che trova nel rapporto con lui la chiave di una rinascita da un rapporto amoroso fallimentare ma anche la possibilità di prendersi cura di un altro essere umano, lei figlia di genitori apparentemente perfetti. ,Così tra improvvisate lezioni di astronomia e gite a osservare i procioni, eccentriche uscite al ristorante e lezioni di “vita normale” la storia tra Beth e Adam si approfondisce sempre di più fino a diventare essenziale, seppur in modi differenti, per l’uno e per l’altra.,Quando Adam cerca di spiegare quello che prova balbetta come se cercasse di mappare un territorio sconosciuto ma nello stesso costringe la sua interlocutrice ad interrogarsi su quanto è essenziale in ogni rapporto, sia quello con un possibile partner che quello spesso bisognoso di rifondazione con la propria famiglia.,Cosa sia l’amore è in fondo la domanda centrale di ogni love story, ma qui il dilemma diventa fondamentale di fronte ad un rapporto che sfida ogni immagine convenzionale di questo sentimento. È la domanda che Beth pone a sua madre, dopo la delusione profonda da parte del padre tanto amato di cui scopre all’improvviso tutte le debolezze e i tradimenti. ,La risposta della genitrice – sentire l’amore è importante ma quel che è davvero necessario è amare in sé – è una ripresa non banale del messaggio fondamentale del Principe di Sain-Exupéry, che l’essenziale è invisibile agli occhi. Il cuore di un rapporto, la sua necessità e il suo senso profondo può essere così invisibile misterioso da dispiegarsi oltre la presenza fisica e la risposta immediata di un bisogno anche se reale.,Se il film non ci concede un tradizionale lieto fine, conduce tuttavia noi e i suoi protagonisti attraverso un viaggio di scoperta di se stessi e li fa crescere attraverso il reciproco confronto.,Forse, come il piccolo principe, Adam avrà toccato la vita di Beth solo per un tratto di strada, e altrettanto avrà fatto lei per lui, ma questo percorso insieme li lascerà cambiati e cresciuti, più vicini almeno un po’ al loro destino, più capaci di comprendere se stessi e i propri desideri e di condividerli con gli altri, si tratti di un libro di favole per bambini o di una semplice stretta di mano.,Laura Cotta Ramosino,

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