1993, l’anno del Terrore

1993, l’anno del Terrore

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È stata presentata la nuova serie italiana Sky/Wildside, seguito di “1992” sugli anni di Tangentopoli, in onda dal 16 maggio. Nel cast Stefano Accorsi, Laura Chiatti, Miriam Leone e Tea Falco

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Due anni fa fece un certo scalpore la serie 1992. Nata da un’idea di Stefano Accorsi, creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo (story editor Nicola Lusuardi) e prodotta da Sky con Wildside, era una conferma dell’alta qualità produttiva delle serie tv italiane, in una linea che va da Romanzo criminale fino a Gomorra. Ma per certi versi era ancora più interessante, mescolando personaggi veri e di finzione con grande libertà e spregiudicatezza senza perdere nel rigore complessivo di un racconto su un periodo cruciale e drammatico del nostro Paese. Era l’anno dell’esplosione di Tangentopoli e dell’inizio della dissoluzione della Prima Repubblica, mentre si preparava nella confusione il passaggio alla Seconda. Oggi sono state presentate a Milano le prime due puntate di 1993, la seconda serie di un’ideale trilogia che si concluderà con 1994 (in fase di ideazione); debutto il 16 maggio, sempre diretta da Giuseppe Gagliardi, e in onda su Sky Atlantic HD e Sky Cinema Uno HD ogni martedì alle 21.15 con due episodi a sera. In totale 8 episodi, disponibili anche su Sky Go e Sky on Demand.

In 1993 ritroviamo Leonardo Notte, interpretato proprio da Stefano Accorsi (fresco vincitore del David di Donatello per Veloce come il vento), manager di Publitalia: lo avevamo lasciato nell’ultima scena di 1992 in Piazza Duomo, davanti a un cartellone con un bimbo che diceva “Fozza, Itaia” («sarà un anno stupendo» diceva sognando la nascita del partito nato poi effettivamente); un’allusione a una vera campagna pubblicitaria dell’epoca che anni dopo si collegò all’ingresso in politica di Silvio Berlusconi come prova tecnica di preparazione del consenso (cosa smentita più volte dai pubblicitari che la idearono, anche di recente quando fu programmata la serie). Adesso rivediamo Notte, nella prima scena della prima puntata, insieme a Berlusconi (interpretato con efficacia da Paolo Pierobon), che incoraggia l’amico Bettino Craxi in quella drammatica sera del 30 aprile ’93 all’Hotel Raphael di Roma: il leader socialista, appena “salvato” dalla Camera che aveva negato l’autorizzazione a procedere per le accuse rivolte dalla Procura di Milano, fu oggetto di una clamorosa contestazione da una numerosa folla che lo bersagliò con monetine, sassi e insulti. Un incipit drammatico che ci riporta al cuore di quegli anni, ma che poi si allarga a comprendere personaggi vecchi e nuovi: in primis Notte, ex militante di estrema sinistra così deciso nel tentare di convincere Berlusconi – insieme al “rivale” Marcello Dell’Utri – a scendere in campo contro i “comunisti”, mentre gli altri capi Fininvest frenavano e lui stesso era dubbioso, ma anche tormentato dal suo passato; la sua nuova donna Arianna (Laura Chiatti), molto diversa dalle altre conquistate in passato; il leghista Pietro Bosco (Guido Caprino), che dopo la fine della storia con la starlette Veronica si perde nelle trasgressioni romane e sogna di tornare a Milano con il probabile sindaco Formentini, salvo poi capire che il “gioco della politica” inizia a piacergli; il poliziotto di Mani Pulite Luca Pastore (Domenico Diele), assetato di vendetta per una malattia contratta a causa del sangue infetto, scandalo su cui indaga; un nuovo amore, Eva (Camilla Semino Favro) che lo spinge a farsi delle domande e il “suo” PM Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), che continua la sua battaglia per portare alla sbarra l’intero sistema; Veronica Castello (Miriam Leone) che ha ottenuto il successo tv che agognava e che teme di perdere; Bibi Mainaghi (Tea Falco), figlia dell’imprenditore suicida che ne prende il posto nell’azienda di famiglia. E tanti altri, per un cast molto ricco che annovera anche Teco Celio, Gianfelice Imparato, Vinicio Marchioni (perfetto nei panni di Massimo D’Alema), Roberto Herlitzka, Elena Radonicich, Flavio Parenti e Irene Casagrande.

C’è molta cupezza, tanta trasgressione (sesso e droghe a go-go) e disperazione nei personaggi, ma anche ambizione e spregiudicatezza in quello che è sempre più un thriller noir politico, ma che tocca molto anche il mondo della tv, e in parte del giornalismo e della giustizia. I personaggi “veri”, specie i politici o aspiranti tali come Berlusconi sono trattati con sobrietà, mentre gli affondi pesanti sono sul “contorno”. E con il passare delle puntate è probabile che crescano nuove figure, come un Umberto Bossi finora solo evocato per nome. Sicuramente, chi ha vissuto quegli anni un po’ respirerà il clima di un trapasso drammatico e violento (con trame oscure, suicidi, bombe) e chi non li ha vissuti se ne potrà fare un’idea; e si gustano gli arguti riferimenti alle mosse di personaggi come Dell’Utri e lo stesso Notte ma anche alla sicumera degli uomini del PDS, convinti di vincere facilmente alle future elezioni.

Certo, c’è la spettacolarizzazione tipica di queste serie, e non tutto è a fuoco e convincente. Ma complessivamente la serie è di grande qualità, per interpretazioni e cura dei dettagli (c’è molta ricchezza produttiva: sei mesi di riprese tra Roma e Milano), dalla fotografia ai costumi. Una qualità superiore ad analoghe operazioni cinematografiche (ahimè, con budget inferiori): e non pensiamo solo ai film sulla discesa in politica di Berlusconi ma anche ad altri film che hanno messo in scena il rapporto tra Potere e corruzione. Come Suburra, per esempio. Ma forse è proprio la durata delle serie a permettere un respiro più ampio: vedremo come sarà la serie del film di Sollima, quando arriverà su Netflix. Colpisce soprattutto, nella trilogia iniziata con 1992, il parallelo – esplicitato da autori e produttori – con la Rivoluzione Francese: se quello fu un anno appunto “rivoluzionario”, seguì il 1993 del Terrore. E poi la Restaurazione. Ma forse è proprio sull’ultimo anno che le interpretazioni divergeranno con nettezza: da oltre vent’anni, per qualcuno la vittoria di Forza Italia fu l’inizio di un ventennio fosco, per altri la salvezza dal pericolo di un regime “rosso”.

Antonio Autieri

http://video.sky.it/skyatlantic/le-serie-tv/1993-serie-tv-trailer/v339717.vid

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Scrivo di cinema dal 1992. E dal 1994 dirigo giornali, giornalini, ora testate on line...